La tecnica è antica quanto l’uomo […] La tecnica è sempre servita ad aiutare l’uomo a vivere e a far morire. A. Gehlen, Anthropologische Forschung. Io non voglio nient’altro se non che il mondo venga organizzato in modo tale che gli uomini non siano delle sue appendici superflue, bensì – in nome di Dio! – che le cose esistano per volontà degli uomini e non questi ultimi per volontà delle prime. T.-W. Adorno, Ist die Soziologie eine Wissenschaft vom Menschen? Tanto nell’ambito culturale, quanto in quello più specificamente filosofico, il fenomeno della comunicazione ha assunto, negli ultimi decenni, una visibilità decisamente superiore a quanto fosse mai accaduto in passato. Riteniamo che alcuni aspetti decisivi dell’attuale dibattito sulla comunicazione possano essere messi in luce attraverso le analisi dedicate da Martin Heidegger al problema della tecnica e da Marshall McLuhan agli strumenti mediatici. Più esplicitamente: esaminando queste analisi di Heidegger e di McLuhan, individueremo gli elementi di ciò che definiamo come «ideologia della comunicazione», che è caratterizzata dal considerare l’evento comunicativo come il dato primitivo dell’indagine. Questi elementi si compendiano in tre tesi, secondo le quali, anzitutto, la comunicazione costituisce un evento originario, cioè rappresenta il dato primitivo dal quale l’indagine deve muovere e nel quale si configurano, a livcllo di singoli e a livello di collettività umani, identità che non hanno realtà al di fuori della comunicazione stessa; in secondo luogo, la comunicazione è un evento che si risolve nella tecnica in cui esso si manifesta, tecnica alla cui essenza, consistente nella riduzione delle distanze, geografiche e culturali, fra gli uomini risulta subordinata qualunque altra finalità che trascenda la tecnica comunicativa; infine, la terza tesi sostiene che il medium della comunicazione sia anche fine e contenuto della medesima, cioè sostiene che non esista significato comunicativo, abbia esso o meno le caratteristiche dell’informazione, al di fuori della comunicazione. Mettendo a fuoco questi elementi dell’«ideologia della comunicazione», intendiamo mostrarne l’inadeguatezza nel dare conto della veridicità della comunicazione e, in particolare, della veridicità delle informazioni comunicate; proponiamo, perciò, la figura di una «teoria critica della comunicazione», che muova dal riconoscimento della comunicazione stessa quale momento di prassi configurative di identità, singolari e collettive, storicamente determinate.

Tecnica e informazione. Per una critica dell'ideologia della comunicazione

CASSINARI, FLAVIO ELIGIO OTTAVIO
2006-01-01

Abstract

La tecnica è antica quanto l’uomo […] La tecnica è sempre servita ad aiutare l’uomo a vivere e a far morire. A. Gehlen, Anthropologische Forschung. Io non voglio nient’altro se non che il mondo venga organizzato in modo tale che gli uomini non siano delle sue appendici superflue, bensì – in nome di Dio! – che le cose esistano per volontà degli uomini e non questi ultimi per volontà delle prime. T.-W. Adorno, Ist die Soziologie eine Wissenschaft vom Menschen? Tanto nell’ambito culturale, quanto in quello più specificamente filosofico, il fenomeno della comunicazione ha assunto, negli ultimi decenni, una visibilità decisamente superiore a quanto fosse mai accaduto in passato. Riteniamo che alcuni aspetti decisivi dell’attuale dibattito sulla comunicazione possano essere messi in luce attraverso le analisi dedicate da Martin Heidegger al problema della tecnica e da Marshall McLuhan agli strumenti mediatici. Più esplicitamente: esaminando queste analisi di Heidegger e di McLuhan, individueremo gli elementi di ciò che definiamo come «ideologia della comunicazione», che è caratterizzata dal considerare l’evento comunicativo come il dato primitivo dell’indagine. Questi elementi si compendiano in tre tesi, secondo le quali, anzitutto, la comunicazione costituisce un evento originario, cioè rappresenta il dato primitivo dal quale l’indagine deve muovere e nel quale si configurano, a livcllo di singoli e a livello di collettività umani, identità che non hanno realtà al di fuori della comunicazione stessa; in secondo luogo, la comunicazione è un evento che si risolve nella tecnica in cui esso si manifesta, tecnica alla cui essenza, consistente nella riduzione delle distanze, geografiche e culturali, fra gli uomini risulta subordinata qualunque altra finalità che trascenda la tecnica comunicativa; infine, la terza tesi sostiene che il medium della comunicazione sia anche fine e contenuto della medesima, cioè sostiene che non esista significato comunicativo, abbia esso o meno le caratteristiche dell’informazione, al di fuori della comunicazione. Mettendo a fuoco questi elementi dell’«ideologia della comunicazione», intendiamo mostrarne l’inadeguatezza nel dare conto della veridicità della comunicazione e, in particolare, della veridicità delle informazioni comunicate; proponiamo, perciò, la figura di una «teoria critica della comunicazione», che muova dal riconoscimento della comunicazione stessa quale momento di prassi configurative di identità, singolari e collettive, storicamente determinate.
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