Il lavoro individua ed analizza, dal punto di vista primariamente metrico e secondariamente stilistico e tematico, leredità e levoluzione della canzonetta nella produzione poetica del Novecento, con uno sguardo anche alle più recenti manifestazioni del metro nella poesia in versi brevi degli anni Duemila. Evidenziando le adesioni, gli scarti e le innovazioni rispetto ai modelli della tradizione cinque-settecentesca e a quelli di più recente sperimentazione ottocentesca si è tracciato un quadro complessivo articolato per fenomeni che descrive le nuove declinazioni e funzionalità assunte nel corso del Novecento dalla canzonetta e dalle forme strofiche in versi brevi ad essa prossime. Lanalisi del corpus di testi, scelto a partire dallo spoglio delle raccolte poetiche in lingua e in dialetto degli autori individuati nelle maggiori antologie di poesia novecentesca e contemporanea (Cfr. MENGALDO 1978, CUCCHI-GIOVANARDI 1996 e ANCESCHI et al. 2005), è stata articolata nei momenti separati della descrizione delle strutture strofiche e della versificazione, da una parte mettendo sempre a confronto i dati ottenuti con i modelli della tradizione cinque-settecentesca e le più recenti realizzazioni ottocentesche in modo da evidenziare le costanti del metro, e dallaltra incrociando tra loro gli stessi dati in modo da individuare i tratti caratteristici della canzonetta novecentesca. Un simile approccio si è tradotto in primis nella necessità di individuare precisamente le caratteristiche formali del metro, comprendendone levoluzione degli istituti dal Cinquecento alla fine dellOttocento. Dopo un breve quadro introduttivo a partire dagli studi fondamentali di Zucco(2001) e di Bozzola (2016) rispettivamente sullode-canzonetta del Settecento e sullevoluzione ottocentesca della forma, dunque, si sono ricercate le radici formali recenti della canzonetta novecentesca nelleredità metrica di Pascoli e DAnnunzio. Le raccolte pascoliane di Myricae e dei Canti di Castelvecchio e quelle dannunziane di Primo Vere, di Isotteo, de La Chimera e del Poema Paradisiaco sono state rilette alla luce dello scandaglio canzonettistico al fine di rintracciarvi i germi delle nuove sperimentazioni novecentesche. Alla luce di queste premesse sono state dapprima sottoposte ad attenta ed approfondita analisi le realizzazioni canzonettistiche di tre autori, Saba Gatto e Marin, che tra gli altri poeti del Novecento hanno praticato più assiduamente la forma in termini di persistenza temporale e produzione quantitativa. È quindi seguita la registrazione e lanalisi degli aspetti strofici e prosodici del corpus di testi selezionato, cui si sono affiancati ove necessario osservazioni di carattere stilistico e precisazioni di ordine tematico-tonale e funzionale in relazione agli schemi strofici e alle configurazioni ritmico-versali realizzate. Si è quindi tentata una prima riflessione sul senso del recupero, più o meno aderente ai modelli, della forma della canzonetta nel Novecento in relazione alladempimento o allelusione metrico-tonale della promessa rematica espressa dai titoli metrici di canzonetta, ode, anacreontica, romanza ed affini rintracciabili nei componimenti, nelle sezioni e nelle raccolte in esame. Dopo aver completato il quadro annettendo al dominio della canzonetta novecentesca i casi di ibridazione metrica tra questa e il metro narrativo della terzina dantesca, si sono tirate le fila del lavoro, esplicitando in direttrici di massima gli spunti di lettura critica emersi dallanalisi delle forme e dallo studio della relazione tra titolo metrico e realizzazione tematico-formale concreta, definendo le nuove finalità e funzioni della canzonetta nel Novecento.

Eredità ed evoluzione della canzonetta nel Novecento

CAVALLIN, ILARIA
2020-02-17

Abstract

Il lavoro individua ed analizza, dal punto di vista primariamente metrico e secondariamente stilistico e tematico, leredità e levoluzione della canzonetta nella produzione poetica del Novecento, con uno sguardo anche alle più recenti manifestazioni del metro nella poesia in versi brevi degli anni Duemila. Evidenziando le adesioni, gli scarti e le innovazioni rispetto ai modelli della tradizione cinque-settecentesca e a quelli di più recente sperimentazione ottocentesca si è tracciato un quadro complessivo articolato per fenomeni che descrive le nuove declinazioni e funzionalità assunte nel corso del Novecento dalla canzonetta e dalle forme strofiche in versi brevi ad essa prossime. Lanalisi del corpus di testi, scelto a partire dallo spoglio delle raccolte poetiche in lingua e in dialetto degli autori individuati nelle maggiori antologie di poesia novecentesca e contemporanea (Cfr. MENGALDO 1978, CUCCHI-GIOVANARDI 1996 e ANCESCHI et al. 2005), è stata articolata nei momenti separati della descrizione delle strutture strofiche e della versificazione, da una parte mettendo sempre a confronto i dati ottenuti con i modelli della tradizione cinque-settecentesca e le più recenti realizzazioni ottocentesche in modo da evidenziare le costanti del metro, e dallaltra incrociando tra loro gli stessi dati in modo da individuare i tratti caratteristici della canzonetta novecentesca. Un simile approccio si è tradotto in primis nella necessità di individuare precisamente le caratteristiche formali del metro, comprendendone levoluzione degli istituti dal Cinquecento alla fine dellOttocento. Dopo un breve quadro introduttivo a partire dagli studi fondamentali di Zucco(2001) e di Bozzola (2016) rispettivamente sullode-canzonetta del Settecento e sullevoluzione ottocentesca della forma, dunque, si sono ricercate le radici formali recenti della canzonetta novecentesca nelleredità metrica di Pascoli e DAnnunzio. Le raccolte pascoliane di Myricae e dei Canti di Castelvecchio e quelle dannunziane di Primo Vere, di Isotteo, de La Chimera e del Poema Paradisiaco sono state rilette alla luce dello scandaglio canzonettistico al fine di rintracciarvi i germi delle nuove sperimentazioni novecentesche. Alla luce di queste premesse sono state dapprima sottoposte ad attenta ed approfondita analisi le realizzazioni canzonettistiche di tre autori, Saba Gatto e Marin, che tra gli altri poeti del Novecento hanno praticato più assiduamente la forma in termini di persistenza temporale e produzione quantitativa. È quindi seguita la registrazione e lanalisi degli aspetti strofici e prosodici del corpus di testi selezionato, cui si sono affiancati ove necessario osservazioni di carattere stilistico e precisazioni di ordine tematico-tonale e funzionale in relazione agli schemi strofici e alle configurazioni ritmico-versali realizzate. Si è quindi tentata una prima riflessione sul senso del recupero, più o meno aderente ai modelli, della forma della canzonetta nel Novecento in relazione alladempimento o allelusione metrico-tonale della promessa rematica espressa dai titoli metrici di canzonetta, ode, anacreontica, romanza ed affini rintracciabili nei componimenti, nelle sezioni e nelle raccolte in esame. Dopo aver completato il quadro annettendo al dominio della canzonetta novecentesca i casi di ibridazione metrica tra questa e il metro narrativo della terzina dantesca, si sono tirate le fila del lavoro, esplicitando in direttrici di massima gli spunti di lettura critica emersi dallanalisi delle forme e dallo studio della relazione tra titolo metrico e realizzazione tematico-formale concreta, definendo le nuove finalità e funzioni della canzonetta nel Novecento.
17-feb-2020
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1329153
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