This thesis derives from the need for a revision and a new study of the orientalizing and archaic contexts excavated by Giulio Jacopi and the mission he directed between 1928 and 1933 at the site of Kameiros, on the west coast of the island of Rhodes. Some excavation reports were published in volumes IV and VI/VII of the journal Clara Rhodos. However, the preliminary nature of the excavator's publication, the great progress made by scholars in the field of the so-called "Dark Ages" and subsequent centuries, and the recent attention paid to the importance of burials and funerary rituals by structuralist and post-processualist archaeology are the main reasons that made this study necessary. The work has been structured in several chapters that want to investigate the most interesting aspects of the research theme, both from an archaeological and historical point of view. After a methodological introduction, in fact, we proceed to illustrate the geographical and historical context in which the Italian excavations were carried out between the late Twenties and early Thirties. In particular, special attention is paid to the figures of excavators and officials who worked in the field, with the aim of illustrating and analyzing the cultural policies put in place by the fascist regime and its representatives on a colonial territory and society, to be conditioned through the tools of history and archaeology. The second part of the work focuses on the material data: the funerary contexts and the objects associated with them. The catalogue of tombs and grave goods, in fact, is accompanied by a chapter of commentary, in which each find is analyzed and inserted in its context of origin, so as to provide a chronological framework to the different burials. The data coming from the grave goods are then accompanied by those relating to the methods of burial and to necropolar topography, so as to create a corpus of the possibilities of treatment of the bodies of the deceased, of the methods of deposition of grave goods and of the spatial distributions of the burials in the wider context of the early archaic and archaic cemeteries of Kameiros. The final section of the work is dedicated to the analysis of all the elements previously exposed. All the data obtained from the documentation and cataloguing of the tombs found in the localities of Checraci and Papatislures, in fact, are used to investigate the funerary ideologies and the modes of self-representation of the ancient Kameirian society, with the aim of identifying and understanding the different relationships between social groups, as well as the dynamics that, right between the seventh and sixth centuries BC., must have led to the birth and subsequent consolidation of the city classically understood, the polis of Kameiros. The work is accompanied by a rich graphic and photographic apparatus - which it is hoped will be useful above all for future scientific works dedicated to archaic Greek ceramics and to funerary contexts of the same period - and by an appendix section with documentary material on the excavation operations of the first archaeologists and on the management of the great Kamiros digs during the central years of the Italian military occupation in the Dodecanese; material that also aims to be functional to future research into cultural and colonial history.

Questa tesi deriva dalla necessità di una revisione e di un nuovo studio dei contesti orientalizzanti e arcaici scavati da Giulio Jacopi e dalla missione da lui diretta tra il 1928 e il 1933 nel sito di Kamiros, sulla costa occidentale dellisola di Rodi. Alcuni resoconti di scavo furono pubblicati nei volumi IV e VI/VII della rivista Clara Rhodos. Tuttavia, la natura preliminare della pubblicazione dello scavatore, i grandi progressi compiuti dagli studiosi nellambito delle cosiddette Dark Ages e dei secoli successivi e la recente attenzione dedicata allimportanza delle sepolture e dei rituali funerari da parte dellarcheologia strutturalista e post-processualista rappresentano le ragioni principali che hanno reso questo studio necessario. Il lavoro è stato strutturato in diversi capitoli che vogliono indagare gli aspetti più interessanti del tema di ricerca, sia dal punto di vista archeologico che da quello storico. Dopo unintroduzione metodologica, infatti, si procede a illustrare il contesto geografico e storico in cui gli scavi italiani sono stati portati avanti tra la fine degli anni Venti e linizio degli anni Trenta. In particolare, speciale attenzione viene posta alle figure di scavatori e funzionari che operarono sul campo, con lobiettivo di illustrare e analizzare le politiche culturali messe in campo dal regime fascista e dai suoi rappresentanti su un territorio e su una società coloniali, da condizionare anche attraverso gli strumenti della storia e dellarcheologia. La seconda parte del lavoro si concentra sul dato materiale: i contesti funerari e gli oggetti ad essi associati. Il catalogo delle tombe e dei corredi, infatti, è accompagnato da un capitolo di commento, in cui ogni reperto è analizzato e inserito nel suo contesto di provenienza, così da fornire un inquadramento cronologico alle diverse sepolture. Ai dati provenienti dagli elementi di corredo vengono successivamente affiancati quelli relativi alle modalità di sepoltura e di topografia necropolare, così da creare un corpus delle possibilità di trattamento dei corpi dei defunti, delle modalità di deposizione degli oggetti di corredo e delle distribuzioni spaziali delle sepolture nel più ampio contesto delle necropoli alto-arcaiche e arcaiche del sito di Kamiros. La sezione finale del lavoro, infine, è dedicata allanalisi di tutti gli elementi precedentemente esposti. Tutti i dati ricavati dalla documentazione e catalogazione delle tombe rinvenute nelle località di Checraci e Papatislures, infatti, vengono impiegati per indagare le ideologie funerarie e le modalità di auto-rappresentazione della società camirese antica, con lobiettivo di individuare e comprendere le diverse relazioni tra gruppi sociali, oltre alle dinamiche che, proprio tra VII e VI sec. a. C., devono aver portato alla nascita e al successivo consolidamento della città classicamente intesa, della polis di Kamiros. Il lavoro è accompagnato da un ricco apparato grafico e fotografico - che si spera sarà utile soprattutto per i futuri lavori scientifici dedicati alla ceramica greco arcaica e ai contesti funerari dello stesso periodo - e da una sezione di appendice con materiale documentario relativo alle operazioni di scavo dei primi archeologi sul campo e alla gestione dei grandi cantieri di Kamiros durante gli anni centrali delloccupazione militare italiana nel Dodecaneso; materiale che vuole essere funzionale anche a future ricerche di storia culturale e coloniale.

Le necropoli arcaiche di Kamiros: scavi italiani 1928 - 1933.

BOSSOLINO, ISABELLA
2020-10-30T00:00:00+01:00

Abstract

Questa tesi deriva dalla necessità di una revisione e di un nuovo studio dei contesti orientalizzanti e arcaici scavati da Giulio Jacopi e dalla missione da lui diretta tra il 1928 e il 1933 nel sito di Kamiros, sulla costa occidentale dellisola di Rodi. Alcuni resoconti di scavo furono pubblicati nei volumi IV e VI/VII della rivista Clara Rhodos. Tuttavia, la natura preliminare della pubblicazione dello scavatore, i grandi progressi compiuti dagli studiosi nellambito delle cosiddette Dark Ages e dei secoli successivi e la recente attenzione dedicata allimportanza delle sepolture e dei rituali funerari da parte dellarcheologia strutturalista e post-processualista rappresentano le ragioni principali che hanno reso questo studio necessario. Il lavoro è stato strutturato in diversi capitoli che vogliono indagare gli aspetti più interessanti del tema di ricerca, sia dal punto di vista archeologico che da quello storico. Dopo unintroduzione metodologica, infatti, si procede a illustrare il contesto geografico e storico in cui gli scavi italiani sono stati portati avanti tra la fine degli anni Venti e linizio degli anni Trenta. In particolare, speciale attenzione viene posta alle figure di scavatori e funzionari che operarono sul campo, con lobiettivo di illustrare e analizzare le politiche culturali messe in campo dal regime fascista e dai suoi rappresentanti su un territorio e su una società coloniali, da condizionare anche attraverso gli strumenti della storia e dellarcheologia. La seconda parte del lavoro si concentra sul dato materiale: i contesti funerari e gli oggetti ad essi associati. Il catalogo delle tombe e dei corredi, infatti, è accompagnato da un capitolo di commento, in cui ogni reperto è analizzato e inserito nel suo contesto di provenienza, così da fornire un inquadramento cronologico alle diverse sepolture. Ai dati provenienti dagli elementi di corredo vengono successivamente affiancati quelli relativi alle modalità di sepoltura e di topografia necropolare, così da creare un corpus delle possibilità di trattamento dei corpi dei defunti, delle modalità di deposizione degli oggetti di corredo e delle distribuzioni spaziali delle sepolture nel più ampio contesto delle necropoli alto-arcaiche e arcaiche del sito di Kamiros. La sezione finale del lavoro, infine, è dedicata allanalisi di tutti gli elementi precedentemente esposti. Tutti i dati ricavati dalla documentazione e catalogazione delle tombe rinvenute nelle località di Checraci e Papatislures, infatti, vengono impiegati per indagare le ideologie funerarie e le modalità di auto-rappresentazione della società camirese antica, con lobiettivo di individuare e comprendere le diverse relazioni tra gruppi sociali, oltre alle dinamiche che, proprio tra VII e VI sec. a. C., devono aver portato alla nascita e al successivo consolidamento della città classicamente intesa, della polis di Kamiros. Il lavoro è accompagnato da un ricco apparato grafico e fotografico - che si spera sarà utile soprattutto per i futuri lavori scientifici dedicati alla ceramica greco arcaica e ai contesti funerari dello stesso periodo - e da una sezione di appendice con materiale documentario relativo alle operazioni di scavo dei primi archeologi sul campo e alla gestione dei grandi cantieri di Kamiros durante gli anni centrali delloccupazione militare italiana nel Dodecaneso; materiale che vuole essere funzionale anche a future ricerche di storia culturale e coloniale.
This thesis derives from the need for a revision and a new study of the orientalizing and archaic contexts excavated by Giulio Jacopi and the mission he directed between 1928 and 1933 at the site of Kameiros, on the west coast of the island of Rhodes. Some excavation reports were published in volumes IV and VI/VII of the journal Clara Rhodos. However, the preliminary nature of the excavator's publication, the great progress made by scholars in the field of the so-called "Dark Ages" and subsequent centuries, and the recent attention paid to the importance of burials and funerary rituals by structuralist and post-processualist archaeology are the main reasons that made this study necessary. The work has been structured in several chapters that want to investigate the most interesting aspects of the research theme, both from an archaeological and historical point of view. After a methodological introduction, in fact, we proceed to illustrate the geographical and historical context in which the Italian excavations were carried out between the late Twenties and early Thirties. In particular, special attention is paid to the figures of excavators and officials who worked in the field, with the aim of illustrating and analyzing the cultural policies put in place by the fascist regime and its representatives on a colonial territory and society, to be conditioned through the tools of history and archaeology. The second part of the work focuses on the material data: the funerary contexts and the objects associated with them. The catalogue of tombs and grave goods, in fact, is accompanied by a chapter of commentary, in which each find is analyzed and inserted in its context of origin, so as to provide a chronological framework to the different burials. The data coming from the grave goods are then accompanied by those relating to the methods of burial and to necropolar topography, so as to create a corpus of the possibilities of treatment of the bodies of the deceased, of the methods of deposition of grave goods and of the spatial distributions of the burials in the wider context of the early archaic and archaic cemeteries of Kameiros. The final section of the work is dedicated to the analysis of all the elements previously exposed. All the data obtained from the documentation and cataloguing of the tombs found in the localities of Checraci and Papatislures, in fact, are used to investigate the funerary ideologies and the modes of self-representation of the ancient Kameirian society, with the aim of identifying and understanding the different relationships between social groups, as well as the dynamics that, right between the seventh and sixth centuries BC., must have led to the birth and subsequent consolidation of the city classically understood, the polis of Kameiros. The work is accompanied by a rich graphic and photographic apparatus - which it is hoped will be useful above all for future scientific works dedicated to archaic Greek ceramics and to funerary contexts of the same period - and by an appendix section with documentary material on the excavation operations of the first archaeologists and on the management of the great Kamiros digs during the central years of the Italian military occupation in the Dodecanese; material that also aims to be functional to future research into cultural and colonial history.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11571/1351815
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