This thesis is dedicated to an analytical and notational study of the repertoire contained in the Rossi Codex, the first organic compilation of the Italian Trecento repertoire. The first chapter focuses on an investigation of the main purely notational issues that are still open in relation to the early Trecento repertoire- with particular reference to the problem of the tempo and of the beat unit, and of its evolution over the course of the century, with the movement of the beat unit from the breve to the semibreve. Our hypothesis, substantiated on the basis of analytical concepts originally devised by Marco Gozzi (which consider the level rhythmic activity of the tenor, and postulate a regularity in the distribution of rhythmic elements in time which consequently allow a reconstruction of the speed of the tempo), is that our codex witnesses (through the temporal stratification of the compositions that it contains) an evolution from a regimen of generalised breve evolution between the different divisiones which internally articulate the two main major and minor tempora to one that points (without, however, quite reaching it) to the generalised minim equivalence which will signal the eventual coming-together of the Italian and French notational dialects. In the second chapter we move from some observations by Carl Schachter on the treatment of dissonance in Landini to further validate some of the observations put forward in the first chapter- as well as to put forward some observations in terms of compositional technique which can have an interest in their own right. The third chapter is dedicated to a study of the cadential organisation of the compositions contained in our codex, and to a few related observations on the origins of the Italian madrigal, and of the Italian Trecento polyphony in general. Finally, our fourth chapter presents some final observations on the relationship between the Italian and French fourteenth-century repertoires, in light of the observations developed in the course of our dissertation.

La tesi è dedicata a uno studio analitico e notazionale del repertorio contenuto nel Codice Rossiano, prima compilazione organica del repertorio trecentesco italiano. Il primo capitolo è rivolto a una investigazione dei problemi puramente notazionali che rimangono aperti in relazione al repertorio italiano primo-trecentesco, con particolare riferimento alla questione della scansione del tempo, e di come questa si evolva nel corso del secolo, con lo spostamento da una unità di movimento alla breve a una alla semibreve. L’ ipotesi d fondo, sostanziata sulla base di strumenti analitici originariamente elaborati da Marco Gozzi (che prende in considerazione la densità di eventi sonori nel tenor nelle composizioni di autori di varie fasi dell’evoluzione del repertorio trecentesco italiano, postulando una regolarità di scansione sonora nel tempo che consente di conseguenza una ricostruzione della rapidità di esecuzione) è che si assista in varie composizioni del codice, congetturalmente riconducibili ad altezze cronologiche diverse, a una evoluzione da un regime di equivalenza di breve le fra varie divisiones – che articolano internamente rispettivamente il tempo perfetto e imperfetto all’interno del sistema italiano –, a un rapporto che si approssima, pur senza mai raggiungerlo, a quello di equivalenza di minima che caratterizzerà l’approdo finale del sistema notazionale italiano e la sua finale fusione con quello francese. Nel secondo capitolo, prendendo le mosse da uno studio di Carl Schachter, che avanza alcune osservazioni sul trattamento della dissonanza in Francesco Landini, le investigazioni sul trattamento della dissonanza vengono estese anche ad altri autori del secolo, e in particolare alle composizioni del codice Rossi. Questo studio, oltre a presentare un interesse autonomo in termini di approfondimento della Satztechnik, ha permesso inoltre di fondare e sostanziare ulteriormente le ipotesi di Gozzi, confermandole attraverso un parametro autonomo che sembra chiaramente validarle per altra via. Nel terzo capitolo ci si è dedicati a uno studio del linguaggio cadenzale delle composizioni del rossino, e in genere a un approfondimento di quella che potremmo definire, sulla scorta di studi di Marco Mangani e Daniele Sabaino, l’organizzazione dello spazio sonoro all’interno di questo; prospettiva che ha fornito fra l’altro occasione di riflettere su questioni legate all’origine del genere tipicamente italiano del madrigale, e sugli inizi della polifonia italiana trecentesca in genere. Nel quarto, e finale, capitolo si sono infine considerati alcuni dei problemi che abbiamo affrontato a proposito del repertorio italiano alla luce della parallela evoluzione del repertorio francese: evidenziando parallelismi e punti di differenza, e suggerendo strade possibili per futuri approfondimenti.

I brani polifonici a due voci del Codice Rossiano 215: uno studio analitico e notazionale

FERRARIS, GIACOMO
2021-07-15T00:00:00+02:00

Abstract

La tesi è dedicata a uno studio analitico e notazionale del repertorio contenuto nel Codice Rossiano, prima compilazione organica del repertorio trecentesco italiano. Il primo capitolo è rivolto a una investigazione dei problemi puramente notazionali che rimangono aperti in relazione al repertorio italiano primo-trecentesco, con particolare riferimento alla questione della scansione del tempo, e di come questa si evolva nel corso del secolo, con lo spostamento da una unità di movimento alla breve a una alla semibreve. L’ ipotesi d fondo, sostanziata sulla base di strumenti analitici originariamente elaborati da Marco Gozzi (che prende in considerazione la densità di eventi sonori nel tenor nelle composizioni di autori di varie fasi dell’evoluzione del repertorio trecentesco italiano, postulando una regolarità di scansione sonora nel tempo che consente di conseguenza una ricostruzione della rapidità di esecuzione) è che si assista in varie composizioni del codice, congetturalmente riconducibili ad altezze cronologiche diverse, a una evoluzione da un regime di equivalenza di breve le fra varie divisiones – che articolano internamente rispettivamente il tempo perfetto e imperfetto all’interno del sistema italiano –, a un rapporto che si approssima, pur senza mai raggiungerlo, a quello di equivalenza di minima che caratterizzerà l’approdo finale del sistema notazionale italiano e la sua finale fusione con quello francese. Nel secondo capitolo, prendendo le mosse da uno studio di Carl Schachter, che avanza alcune osservazioni sul trattamento della dissonanza in Francesco Landini, le investigazioni sul trattamento della dissonanza vengono estese anche ad altri autori del secolo, e in particolare alle composizioni del codice Rossi. Questo studio, oltre a presentare un interesse autonomo in termini di approfondimento della Satztechnik, ha permesso inoltre di fondare e sostanziare ulteriormente le ipotesi di Gozzi, confermandole attraverso un parametro autonomo che sembra chiaramente validarle per altra via. Nel terzo capitolo ci si è dedicati a uno studio del linguaggio cadenzale delle composizioni del rossino, e in genere a un approfondimento di quella che potremmo definire, sulla scorta di studi di Marco Mangani e Daniele Sabaino, l’organizzazione dello spazio sonoro all’interno di questo; prospettiva che ha fornito fra l’altro occasione di riflettere su questioni legate all’origine del genere tipicamente italiano del madrigale, e sugli inizi della polifonia italiana trecentesca in genere. Nel quarto, e finale, capitolo si sono infine considerati alcuni dei problemi che abbiamo affrontato a proposito del repertorio italiano alla luce della parallela evoluzione del repertorio francese: evidenziando parallelismi e punti di differenza, e suggerendo strade possibili per futuri approfondimenti.
This thesis is dedicated to an analytical and notational study of the repertoire contained in the Rossi Codex, the first organic compilation of the Italian Trecento repertoire. The first chapter focuses on an investigation of the main purely notational issues that are still open in relation to the early Trecento repertoire- with particular reference to the problem of the tempo and of the beat unit, and of its evolution over the course of the century, with the movement of the beat unit from the breve to the semibreve. Our hypothesis, substantiated on the basis of analytical concepts originally devised by Marco Gozzi (which consider the level rhythmic activity of the tenor, and postulate a regularity in the distribution of rhythmic elements in time which consequently allow a reconstruction of the speed of the tempo), is that our codex witnesses (through the temporal stratification of the compositions that it contains) an evolution from a regimen of generalised breve evolution between the different divisiones which internally articulate the two main major and minor tempora to one that points (without, however, quite reaching it) to the generalised minim equivalence which will signal the eventual coming-together of the Italian and French notational dialects. In the second chapter we move from some observations by Carl Schachter on the treatment of dissonance in Landini to further validate some of the observations put forward in the first chapter- as well as to put forward some observations in terms of compositional technique which can have an interest in their own right. The third chapter is dedicated to a study of the cadential organisation of the compositions contained in our codex, and to a few related observations on the origins of the Italian madrigal, and of the Italian Trecento polyphony in general. Finally, our fourth chapter presents some final observations on the relationship between the Italian and French fourteenth-century repertoires, in light of the observations developed in the course of our dissertation.
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Descrizione: I BRANI POLIFONICI A DUE VOCI DEL CODICE ROSSIANO 215: UNO STUDIO ANALITICO E NOTAZIONALE
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11571/1438454
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