L’iniziativa Ascensori e funicolari nel mondo promossa da Associazione Cilena per il Patrimonio Industriale TICCIH Chile, in collaborazione con l’Associazione Portoghese per il Patrimonio Industriale APPI/TICCIH, il Comune di Valparaiso, l’Università Internazionale SEK - Chile e l’Università degli Studi di Pavia (Italia) rappresenta una occasione unica per fare il punto sulla situazione che riguarda i sistemi di elevazione meccanizzata alla scala urbana. Affrontare il tema dei collegamenti verticali meccanizzati è importante in un momento come quello che si sta vivendo, caratterizzato da fenomeni socio – culturali che stanno trasformando velocemente i modi di vita e le abitudini, spinti da un lato dalla globalizzazione e dall’altro dallo sviluppo tecnologico e delle scienze più in generale. Il tema è estremamente affascinante dal punto di vista “tecnico” e si presta a molteplici chiavi di lettura, tra le quali due meritano di essere sottolineate in questa sede: l’opportunità di eliminare le barriere architettoniche, facilitando la fruizione dello spazio urbano in sicurezza e comodità, e l’importanza della loro conservazione (o ripristino) come elementi costituenti il patrimonio storico – architettonico, e che quindi rappresentano occasione di riqualificazione ma anche di innovazione dell’immagine della città. Il primo aspetto, quello concernente l’eliminazione delle barriere architettoniche è quello che maggiormente mi interessa, dal momento che presso l’Università di Pavia coordino un gruppo di ricerca che sta affrontando il tema dell’accessibilità e della fruibilità degli spazi urbani da parte di una utenza ampliata ormai da 5 anni, con attività di ricerca (di base e sperimentale) e di progettazione mirate a facilitare l’utilizzo degli spazi pubblici senza limitazioni o impedimenti derivanti da barriere architettoniche e sensoriali. Gli ascensori e le funicolari rappresentano, in quest’ottica, un sistema ottimale per il superamento di elevati dislivelli alla scala urbana e si prestano spesso ad un uso facile e sicuro per diverse categorie di utenti (non esclusivamente per le persone con disabilità motorie ma anche per gli anziani, per i genitori con passeggini o con bambini piccoli in genere o per le persone con alcune patologie che ne limitano l’autonomia motoria). Si pensi a Cagliari (Italia), ove ci sono collegamenti verticali che uniscono il Castello alla parte bassa della città oppure a Salvador de Bahia (Brasile), dove un ascensore collega il Pelourinho (centro storico della città) alla parte bassa (che fronteggia il mare); si tratta di soluzioni che facilitano la vita quotidiana degli abitanti ma che soddisfano anche le esigenze dei turisti, che possono comodamente spostarsi e godere di differenti punti di vista della città. Proprio nei confronti dei turisti il tema dell’accessibilità e della fruizione dello spazio pubblico deve essere affrontato con attenzione e consapevolezza: le possibilità di viaggiare e di spostarsi sono notevolmente aumentate negli ultimi anni e spesso le mete vengono scelte anche in funzione del livello di accessibilità delle città che si visitano; maggiori saranno dunque le possibilità di spostarsi in sicurezza e comodità da un punto all’altro della città maggiori saranno le opportunità che vengono offerte ai visitatori e, conseguentemente, l’attrattività turistica di una città. Il tema della conservazione degli elementi di collegamento meccanizzato è un altro aspetto molto interessante, per l’elevato significato che tali strutture assumono nel contesto costruito in cui sono inserite. Anche in questo caso, presso l’Università di Pavia è attivo un gruppo (coordinato dal prof. Marco Morandotti) che da anni si occupa di ricerche che riguardano la conoscenza, la diagnostica e la conservazione dei beni storico – architettonici, affrontate attraverso un approccio multidisciplinare orientato alla loro valorizzazione. Si tratta di elementi della memoria collettiva, che connotano il paesaggio urbano e lo caratterizzano, con le loro dimensioni e la loro morfologia, i loro materiali ed i loro colori; in alcuni casi di veri e propri “beni culturali” delle città in cui si inseriscono: quando si pensa a città come Valparaiso (Cile) è inevitabile pensare anche agli ascensori urbani che ne collegano le diverse parti; per non parlare di Hong Kong (Cina) dove nel quartiere Central si trovano le scale mobili urbane più lunghe del mondo, risalendo le quali si attraversano interi quartieri, mercati e spazi commerciali. Si tratta di veri e propri landmark in cui la popolazione si riconosce e che richiamano anche visitatori dall’esterno, che devono essere preservati (oppure anche adeguati alle nuove esigenze) e valorizzati come elementi della tradizione. Queste brevi note vogliono sottolineare le motivazioni che hanno portato l’Università di Pavia a collaborare all’organizzazione dell’iniziativa che si ritiene di fondamentale importanza per offrire a studiosi e progettisti un momento di confronto su di un tema che caratterizza Paesi anche profondamenti diversi tra loro ma che sono accomunati da un patrimonio significativo che non deve essere disperso. Occorre dunque che i progettisti ed i ricercatori che sono chiamati ad intervenire sugli ascensori e sulle funicolari dispongano di una ampia e documentata base culturale, che consenta loro di predisporre soluzioni adeguate al contesto in cui operano e ricorrendo alle tecnologie più idonee rispetto agli obiettivi di conservazione e valorizzazione.

Ascensores y Funicolares del Mundo

GRECO, ALESSANDRO;
2011

Abstract

L’iniziativa Ascensori e funicolari nel mondo promossa da Associazione Cilena per il Patrimonio Industriale TICCIH Chile, in collaborazione con l’Associazione Portoghese per il Patrimonio Industriale APPI/TICCIH, il Comune di Valparaiso, l’Università Internazionale SEK - Chile e l’Università degli Studi di Pavia (Italia) rappresenta una occasione unica per fare il punto sulla situazione che riguarda i sistemi di elevazione meccanizzata alla scala urbana. Affrontare il tema dei collegamenti verticali meccanizzati è importante in un momento come quello che si sta vivendo, caratterizzato da fenomeni socio – culturali che stanno trasformando velocemente i modi di vita e le abitudini, spinti da un lato dalla globalizzazione e dall’altro dallo sviluppo tecnologico e delle scienze più in generale. Il tema è estremamente affascinante dal punto di vista “tecnico” e si presta a molteplici chiavi di lettura, tra le quali due meritano di essere sottolineate in questa sede: l’opportunità di eliminare le barriere architettoniche, facilitando la fruizione dello spazio urbano in sicurezza e comodità, e l’importanza della loro conservazione (o ripristino) come elementi costituenti il patrimonio storico – architettonico, e che quindi rappresentano occasione di riqualificazione ma anche di innovazione dell’immagine della città. Il primo aspetto, quello concernente l’eliminazione delle barriere architettoniche è quello che maggiormente mi interessa, dal momento che presso l’Università di Pavia coordino un gruppo di ricerca che sta affrontando il tema dell’accessibilità e della fruibilità degli spazi urbani da parte di una utenza ampliata ormai da 5 anni, con attività di ricerca (di base e sperimentale) e di progettazione mirate a facilitare l’utilizzo degli spazi pubblici senza limitazioni o impedimenti derivanti da barriere architettoniche e sensoriali. Gli ascensori e le funicolari rappresentano, in quest’ottica, un sistema ottimale per il superamento di elevati dislivelli alla scala urbana e si prestano spesso ad un uso facile e sicuro per diverse categorie di utenti (non esclusivamente per le persone con disabilità motorie ma anche per gli anziani, per i genitori con passeggini o con bambini piccoli in genere o per le persone con alcune patologie che ne limitano l’autonomia motoria). Si pensi a Cagliari (Italia), ove ci sono collegamenti verticali che uniscono il Castello alla parte bassa della città oppure a Salvador de Bahia (Brasile), dove un ascensore collega il Pelourinho (centro storico della città) alla parte bassa (che fronteggia il mare); si tratta di soluzioni che facilitano la vita quotidiana degli abitanti ma che soddisfano anche le esigenze dei turisti, che possono comodamente spostarsi e godere di differenti punti di vista della città. Proprio nei confronti dei turisti il tema dell’accessibilità e della fruizione dello spazio pubblico deve essere affrontato con attenzione e consapevolezza: le possibilità di viaggiare e di spostarsi sono notevolmente aumentate negli ultimi anni e spesso le mete vengono scelte anche in funzione del livello di accessibilità delle città che si visitano; maggiori saranno dunque le possibilità di spostarsi in sicurezza e comodità da un punto all’altro della città maggiori saranno le opportunità che vengono offerte ai visitatori e, conseguentemente, l’attrattività turistica di una città. Il tema della conservazione degli elementi di collegamento meccanizzato è un altro aspetto molto interessante, per l’elevato significato che tali strutture assumono nel contesto costruito in cui sono inserite. Anche in questo caso, presso l’Università di Pavia è attivo un gruppo (coordinato dal prof. Marco Morandotti) che da anni si occupa di ricerche che riguardano la conoscenza, la diagnostica e la conservazione dei beni storico – architettonici, affrontate attraverso un approccio multidisciplinare orientato alla loro valorizzazione. Si tratta di elementi della memoria collettiva, che connotano il paesaggio urbano e lo caratterizzano, con le loro dimensioni e la loro morfologia, i loro materiali ed i loro colori; in alcuni casi di veri e propri “beni culturali” delle città in cui si inseriscono: quando si pensa a città come Valparaiso (Cile) è inevitabile pensare anche agli ascensori urbani che ne collegano le diverse parti; per non parlare di Hong Kong (Cina) dove nel quartiere Central si trovano le scale mobili urbane più lunghe del mondo, risalendo le quali si attraversano interi quartieri, mercati e spazi commerciali. Si tratta di veri e propri landmark in cui la popolazione si riconosce e che richiamano anche visitatori dall’esterno, che devono essere preservati (oppure anche adeguati alle nuove esigenze) e valorizzati come elementi della tradizione. Queste brevi note vogliono sottolineare le motivazioni che hanno portato l’Università di Pavia a collaborare all’organizzazione dell’iniziativa che si ritiene di fondamentale importanza per offrire a studiosi e progettisti un momento di confronto su di un tema che caratterizza Paesi anche profondamenti diversi tra loro ma che sono accomunati da un patrimonio significativo che non deve essere disperso. Occorre dunque che i progettisti ed i ricercatori che sono chiamati ad intervenire sugli ascensori e sulle funicolari dispongano di una ampia e documentata base culturale, che consenta loro di predisporre soluzioni adeguate al contesto in cui operano e ricorrendo alle tecnologie più idonee rispetto agli obiettivi di conservazione e valorizzazione.
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