L’opuscolo, in cui Lorenzo Valla invita i teologi a rigettare la filosofia dannosa per la religione, colpito dalla condanna del tribunale inquisitoriale a Napoli nel 1444 e dall’inclusione nell’indice dei libri proibiti, trova solo Oltralpe lettori attenti e desiderosi di cogliere nello scritto valliano una risposta ideologica ai fermenti etico-culturali che animavano la vita politica ed ecclesiastica tra il 1460 e il 1480. Gli otto testimoni individuati in biblioteche di area tedesca e fiamminga, ignoti ai recenti editori del dialogo, vengono presentati e inseriti in episodi culturali che investono città quali Eichstätt, Augsburg, Ingolstadt, Nürnberg, e personaggi di rango della vita civile ed ecclesiastica, come Sigismund Gossembrot, Johannes Mendel, Johannes Tröster, Wilhelm von Reichenau. L’analisi più strettamente filologica della tradizione del testo, così infoltita e arricchita qui dal ritrovamento di un nuovo manoscritto conservato a Sankt Petersburg, ha permesso di recuperare il valore di testimoni precedentemente estromessi dalla costituzione del testo, di individuare segnali probanti di un comune antigrafo a tutta la tradizione contro la tesi dell’esistenza di tre archetipi sostenuta da uno degli editori, e di cogliere un testo soggetto a modifiche effettuate dallo stesso Valla, delle quali si possono stabilire con chiarezza la successione e l’ordine diacronico.

Il de libero arbitrio di Lorenzo Valla Oltralpe / CORTESI MARIAROSA. - In: QUELLEN UND FORSCHUNGEN AUS ITALIENISCHEN ARCHIVEN UND BIBLIOTHEKEN. - ISSN 0079-9068. - STAMPA. - 85(2005), pp. 154-169.

Il de libero arbitrio di Lorenzo Valla Oltralpe

CORTESI, MARIAROSA
2005

Abstract

L’opuscolo, in cui Lorenzo Valla invita i teologi a rigettare la filosofia dannosa per la religione, colpito dalla condanna del tribunale inquisitoriale a Napoli nel 1444 e dall’inclusione nell’indice dei libri proibiti, trova solo Oltralpe lettori attenti e desiderosi di cogliere nello scritto valliano una risposta ideologica ai fermenti etico-culturali che animavano la vita politica ed ecclesiastica tra il 1460 e il 1480. Gli otto testimoni individuati in biblioteche di area tedesca e fiamminga, ignoti ai recenti editori del dialogo, vengono presentati e inseriti in episodi culturali che investono città quali Eichstätt, Augsburg, Ingolstadt, Nürnberg, e personaggi di rango della vita civile ed ecclesiastica, come Sigismund Gossembrot, Johannes Mendel, Johannes Tröster, Wilhelm von Reichenau. L’analisi più strettamente filologica della tradizione del testo, così infoltita e arricchita qui dal ritrovamento di un nuovo manoscritto conservato a Sankt Petersburg, ha permesso di recuperare il valore di testimoni precedentemente estromessi dalla costituzione del testo, di individuare segnali probanti di un comune antigrafo a tutta la tradizione contro la tesi dell’esistenza di tre archetipi sostenuta da uno degli editori, e di cogliere un testo soggetto a modifiche effettuate dallo stesso Valla, delle quali si possono stabilire con chiarezza la successione e l’ordine diacronico.
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