Una conoscenza storica della verità è possibile soltanto come superamento dell’apparenza. W. Benjamin, Das Passagen-Werk, O° 81. Muovendo dal programma metodologico che Tucidide espone nella cosiddetta Archeologia, cioè nella parte iniziale delle Storie, intendiamo mostrare che l’indagine storica dà luogo, seguendo le indicazioni tucididee, a una peculiare modalità di esperienza temporale, correlata a una specifica forma di identità, singolare e collettiva, animata da ciò che definiamo come «volontà politica». Procederemo individuando, anzitutto, la natura, all’interno dell’orizzonte tucidideo, della «realtà storica», consistente nel prodotto di un processo di ricostruzione induttiva da parte del soggetto, osservante o agente che esso sia (§ 1). In secondo luogo, metteremo in luce come, in conseguenza di ciò, l’elemento decisivo della ricerca storica consista non nella presenza di un ordinamento cronologico degli eventi, bensì nel loro essere intessuti da una trama di relazioni causali, che li costituisce come «fatti storici» (§ 2). Mostreremo, infine, che questi nessi causali, in quanto concepiti come unidirezionati dalla causa all’effetto e in quanto strutturano la successione di passato, presente e futuro come irreversibile, rappresentano l’esito di una prassi sociale, storicamente e socialmente determinata, animata dalla «volontà politica»; essa consiste nel primato attribuito al presente di colui che sviluppa l’indagine storica, il quale configura, in essa, la propria identità istituendo la successione di passato, presente e futuro come irreversibile. (§ 3).

«Fatto storico» e «volontà politica». Su Tucidide

CASSINARI, FLAVIO ELIGIO OTTAVIO
2004

Abstract

Una conoscenza storica della verità è possibile soltanto come superamento dell’apparenza. W. Benjamin, Das Passagen-Werk, O° 81. Muovendo dal programma metodologico che Tucidide espone nella cosiddetta Archeologia, cioè nella parte iniziale delle Storie, intendiamo mostrare che l’indagine storica dà luogo, seguendo le indicazioni tucididee, a una peculiare modalità di esperienza temporale, correlata a una specifica forma di identità, singolare e collettiva, animata da ciò che definiamo come «volontà politica». Procederemo individuando, anzitutto, la natura, all’interno dell’orizzonte tucidideo, della «realtà storica», consistente nel prodotto di un processo di ricostruzione induttiva da parte del soggetto, osservante o agente che esso sia (§ 1). In secondo luogo, metteremo in luce come, in conseguenza di ciò, l’elemento decisivo della ricerca storica consista non nella presenza di un ordinamento cronologico degli eventi, bensì nel loro essere intessuti da una trama di relazioni causali, che li costituisce come «fatti storici» (§ 2). Mostreremo, infine, che questi nessi causali, in quanto concepiti come unidirezionati dalla causa all’effetto e in quanto strutturano la successione di passato, presente e futuro come irreversibile, rappresentano l’esito di una prassi sociale, storicamente e socialmente determinata, animata dalla «volontà politica»; essa consiste nel primato attribuito al presente di colui che sviluppa l’indagine storica, il quale configura, in essa, la propria identità istituendo la successione di passato, presente e futuro come irreversibile. (§ 3).
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