E’ in corso una piccola rivoluzione concettuale, iniziata meno di quarant’anni fa, nel 1967, quando Arthur Koestler pubblicò The Ghost in the Machine – un volume fantasmagorico, per ampiezza e varietà di contenuti – nel quale formalmente introdusse i concetti di holon e di holarchy, cioè di olone e di olarchia, quale ordinamento gerarchico di oloni. L’intuizione di Koestler è semplice e chiara: nell’osservare l’Universo che ci circonda, a livello fisico e biologico, nella sfera reale o formale, dobbiamo sempre tenere conto della relazione intero/parte tra “enti” osservati; non dob-biamo, cioè, limitarci a considerare atomi, molecole, cellule, individui, siste-mi, parole o concetti, quali unità autonome ed indipendenti ma dobbiamo sempre tenere conto che ciascuna di tali unità è, contemporaneamente, un intero – composto da parti di minore ampiezza – e parte di un intero più ampio. E’ un holon, appunto. Applicando sistematicamente la relazione osservativa intero/parte, o la equivalente di contenente/contenuto, l’Universo ci appare come una gerarchia di holons, come una holarchy, appunto, nella quale, ad ogni livello della olarchia, gli oloni subiscono gli effetti delle variazioni strutturali od operative degli oloni sotto ordinati e, a loro volta, producono variazioni nei comportamen-ti degli oloni sopra ordinati. L’intera macchina della vita, dell’Universo intero, evolve verso stati sempre più complessi, come se vi fosse un fantasma a muovere la macchina. Da allora i concetti di olone e di olarchia sono stati ripresi, soprattutto in tempi recenti, da numerosi Autori nelle più diverse discipline, in diversi con-testi, e si stanno rapidamente diffondendo in ogni settore della ricerca.

La rivoluzione olonica. Oloni, olarchie e reti oloniche. Il fantasma nel kosmos produttivo.

MELLA, PIERO
2005

Abstract

E’ in corso una piccola rivoluzione concettuale, iniziata meno di quarant’anni fa, nel 1967, quando Arthur Koestler pubblicò The Ghost in the Machine – un volume fantasmagorico, per ampiezza e varietà di contenuti – nel quale formalmente introdusse i concetti di holon e di holarchy, cioè di olone e di olarchia, quale ordinamento gerarchico di oloni. L’intuizione di Koestler è semplice e chiara: nell’osservare l’Universo che ci circonda, a livello fisico e biologico, nella sfera reale o formale, dobbiamo sempre tenere conto della relazione intero/parte tra “enti” osservati; non dob-biamo, cioè, limitarci a considerare atomi, molecole, cellule, individui, siste-mi, parole o concetti, quali unità autonome ed indipendenti ma dobbiamo sempre tenere conto che ciascuna di tali unità è, contemporaneamente, un intero – composto da parti di minore ampiezza – e parte di un intero più ampio. E’ un holon, appunto. Applicando sistematicamente la relazione osservativa intero/parte, o la equivalente di contenente/contenuto, l’Universo ci appare come una gerarchia di holons, come una holarchy, appunto, nella quale, ad ogni livello della olarchia, gli oloni subiscono gli effetti delle variazioni strutturali od operative degli oloni sotto ordinati e, a loro volta, producono variazioni nei comportamen-ti degli oloni sopra ordinati. L’intera macchina della vita, dell’Universo intero, evolve verso stati sempre più complessi, come se vi fosse un fantasma a muovere la macchina. Da allora i concetti di olone e di olarchia sono stati ripresi, soprattutto in tempi recenti, da numerosi Autori nelle più diverse discipline, in diversi con-testi, e si stanno rapidamente diffondendo in ogni settore della ricerca.
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