In questo lavoro è illustrato con esempi, l’approccio interpretativo allo studio delle microstrutture presenti entro un manufatto vetroso e inoltre sono messe a confronto le informazioni che si possono trarre dalle analisi di “bulk” con quelle che si possono ottenere dalle analisi “in situ”. Per fare questo, sono stati scelti due tipi di reperti: un semilavorato ed alcuni frammenti di manufatti, vale a dire dei prodotti finiti . I manufatti finiti, che sono il risultato di un ciclo di produzione e di lavorazione conservano il minor numero di indicatori tecnologici alla piccola scala di osservazione, poiché l’intento del vetraio era quello di produrre un manufatto molto omogeneo, in tessitura ed in colore. Un manufatto, quindi, è solitamente un vetro più omogeneo rispetto agli indicatori di produzione. In quest’ottica è possibile assumere che piccole porzioni del manufatto siano rappresentative della composizione chimica del manufatto stesso. Il bisogno di un’intrinseca conoscenza dei caratteri tessiturali e composizionali dei manufatti in vetro ha creato la necessità di poter prelevare frammenti, come primo passo per la comprensione delle modalità di manifattura e delle ricette di produzione. Tali dati rappresentano altresì gli indizi primari per la conoscenza di tali materiali e del loro stato di conservazione.

Le analisi mineralogico-petrografiche nello studio del vetro antico

RICCARDI, MARIA PIA;MESSIGA, BRUNO
2004-01-01

Abstract

In questo lavoro è illustrato con esempi, l’approccio interpretativo allo studio delle microstrutture presenti entro un manufatto vetroso e inoltre sono messe a confronto le informazioni che si possono trarre dalle analisi di “bulk” con quelle che si possono ottenere dalle analisi “in situ”. Per fare questo, sono stati scelti due tipi di reperti: un semilavorato ed alcuni frammenti di manufatti, vale a dire dei prodotti finiti . I manufatti finiti, che sono il risultato di un ciclo di produzione e di lavorazione conservano il minor numero di indicatori tecnologici alla piccola scala di osservazione, poiché l’intento del vetraio era quello di produrre un manufatto molto omogeneo, in tessitura ed in colore. Un manufatto, quindi, è solitamente un vetro più omogeneo rispetto agli indicatori di produzione. In quest’ottica è possibile assumere che piccole porzioni del manufatto siano rappresentative della composizione chimica del manufatto stesso. Il bisogno di un’intrinseca conoscenza dei caratteri tessiturali e composizionali dei manufatti in vetro ha creato la necessità di poter prelevare frammenti, come primo passo per la comprensione delle modalità di manifattura e delle ricette di produzione. Tali dati rappresentano altresì gli indizi primari per la conoscenza di tali materiali e del loro stato di conservazione.
2004
Artigianato e Produzione nella Cisalpina. Parte I. Proposte di metodo e prime applicazioni
SANTORO SARA
Art & Architecture includes resources dealing with all areas of art (e.g., graphics, printmaking, painting, sculpture, and photography) as well as art history and museum management. Architecture resources covered in this category are concerned with architectural history, planning and design, and landscape architecture.
Italiano
Nazionale
STAMPA
3
233
237
9788878142916
All'Insegna del Giglio
FIRENZE
ITALIA
ARCHEOMETRIA; VETRO; MICROSTRUTTURE; COMPOSIZIONE CHIMICA; METODOLOGIA ANALITICA
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
2
268
none
Riccardi, MARIA PIA; Messiga, Bruno
info:eu-repo/semantics/bookPart
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/124556
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact