Cani, denti e maldicenza in Marziale: a proposito dei rapporti tra epigramma e satira

Alberto Canobbio
2020-01-01

2020
Martial et l'épigramme satirique. Approches stylistiques et thématiques
Daniel Vallat (édité par)
Classical Studies includes resources on the literature of the classical era of the Greek and Roman civilizations.
Sì, ma tipo non specificato
Italiano
Internazionale
STAMPA
235
256
22
978-3-487-15874-7
Olms
Hildesheim - Zurich -New York
GERMANIA
Nei suoi epigrammi satirici Marziale attacca i vizi, non le persone (10.33); le figure da lui prese di mira sono fittizie (epist. 1); il suo è un divertimento che non fa male a nessuno (7.11 ludimus innocui). Altri poeti, invece, attaccano persone vere, in carne e ossa, tra cui Marziale stesso, il quale assimila questi autori maledici a cani mordaci. La metafora del poeta-cane, presente già in Lucilio e in Orazio, si ritrova in Persio nell’ambito della presentazione contrastiva della poetica dei suoi due predecessori e viene quindi sfruttata da Marziale per comunicare in modo vivido e concreto la sua opzione a favore di un epigramma ‘oraziano’, non ‘giambico’ né ‘luciliano’. Con tale scelta Marziale prende le distanze da Catullo, suo auctor epigrammatico per eccellenza, ma troppo incline all’attacco personale, e si accosta invece a una diversa, ma socialmente più accettata, tradizione latina di poesia realistica: la satira oraziana.
Martial, Horace, Lucilius, epigram, satire, ludus, dogbite
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
none
Canobbio, Alberto
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