Nel mese di marzo 2020 l’International Accounting Standard Board (IASB), lo standard setter dei principi contabili internazionali, ha pubblicato il documento per la discussione “Business Combinations — Disclosures, Goodwill and Impairment”. Lo scopo principale di tale documento è quello di aprire un dibattito finalizzato a comprendere se introdurre una sorta di controriforma del principio contabile IAS 36 (Riduzione di valore delle attività) che potrebbe portare alla reintroduzione dell'ammortamento dell'avviamento (goodwill). Tra le altre cose, lo IAS Board ha messo in dubbio: i) la tempistica delle svalutazioni dell’avviamento e la loro entità complessiva; ii) l'informativa fornita dalle entità che applicano i requisiti dell'IFRS 3 e dello IAS 36; iii) i costi per effettuare l'impairment test. L’articolo dopo aver cercato di comprendere l’impatto di una eventuale reintroduzione dell’ammortamento, mediante una analisi di natura statistico-descrittiva dell’ammontare delle svalutazioni effettuate su un ampio campione di imprese europee suddivise per settore e per nazione lungo il periodo 2005 – 2019, ossia a far tempo dall’adozione dei principi contabili internazionali, ha l’obiettivo di comprendere se l’attuale disciplina del test di impairment dell’avviamento veicoli al mercato finanziario informazioni utili agli investitori, mediante una analisi di value relevance su un ampio campione di imprese europee lungo l’orizzonte di analisi. Le analisi effettuate mostrano come nell’attuale contesto l’avviamento, così come le svalutazioni siano value relevant, coerentemente con quanto rilevata da parte preponderante della letteratura e come l’adozione di una politica di ammortamento dell’avviamento a 20 anni avrebbe condotto ad una perdita di valore degli avviamenti complessivamente iscritti del 75% nei 15 anni di analisi, a fronte di svalutazioni di avviamenti complessivamente registrati nel periodo 2005 – 2019 pari al 17,96%. L’analisi evidenzia pertanto come l’eventuale reintroduzione dell’ammortamento porterebbe il solo beneficio dei minori costi da sostenere per l’esercizio di impairment test e la sua semplificazione, a fronte tuttavia di una qualità dell’informazione veicolata al mercato inferiore e la realizzazione di minori utili che determinerebbero coefficienti di patrimonializzazione inferiori.

La potenziale riforma dello IAS 36: analisi di effetti e value relevance

E. Bagna
2020

Abstract

Nel mese di marzo 2020 l’International Accounting Standard Board (IASB), lo standard setter dei principi contabili internazionali, ha pubblicato il documento per la discussione “Business Combinations — Disclosures, Goodwill and Impairment”. Lo scopo principale di tale documento è quello di aprire un dibattito finalizzato a comprendere se introdurre una sorta di controriforma del principio contabile IAS 36 (Riduzione di valore delle attività) che potrebbe portare alla reintroduzione dell'ammortamento dell'avviamento (goodwill). Tra le altre cose, lo IAS Board ha messo in dubbio: i) la tempistica delle svalutazioni dell’avviamento e la loro entità complessiva; ii) l'informativa fornita dalle entità che applicano i requisiti dell'IFRS 3 e dello IAS 36; iii) i costi per effettuare l'impairment test. L’articolo dopo aver cercato di comprendere l’impatto di una eventuale reintroduzione dell’ammortamento, mediante una analisi di natura statistico-descrittiva dell’ammontare delle svalutazioni effettuate su un ampio campione di imprese europee suddivise per settore e per nazione lungo il periodo 2005 – 2019, ossia a far tempo dall’adozione dei principi contabili internazionali, ha l’obiettivo di comprendere se l’attuale disciplina del test di impairment dell’avviamento veicoli al mercato finanziario informazioni utili agli investitori, mediante una analisi di value relevance su un ampio campione di imprese europee lungo l’orizzonte di analisi. Le analisi effettuate mostrano come nell’attuale contesto l’avviamento, così come le svalutazioni siano value relevant, coerentemente con quanto rilevata da parte preponderante della letteratura e come l’adozione di una politica di ammortamento dell’avviamento a 20 anni avrebbe condotto ad una perdita di valore degli avviamenti complessivamente iscritti del 75% nei 15 anni di analisi, a fronte di svalutazioni di avviamenti complessivamente registrati nel periodo 2005 – 2019 pari al 17,96%. L’analisi evidenzia pertanto come l’eventuale reintroduzione dell’ammortamento porterebbe il solo beneficio dei minori costi da sostenere per l’esercizio di impairment test e la sua semplificazione, a fronte tuttavia di una qualità dell’informazione veicolata al mercato inferiore e la realizzazione di minori utili che determinerebbero coefficienti di patrimonializzazione inferiori.
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