Il volume tratta dell'interpretazione del contratto collettivo, soffermandosi sia sui problemi dell'interpretazione giudiziale sia su quelli dell'interpretazione autentica. L'interpretazione giudiziale pone anzitutto il problema della selezione dei canoni ermeneutici, da risolversi a beneficio di quelli di ermeneutica contrattuale dettati dagli artt. 1362 ss. c.c., nonostante la funzione normativa del contratto collettivo. L'autore svolge un'ampia ricognizione delle concrete operazioni applicative della giurisprudenza, dalle quali emerge un uso, più o meno dichiarato, di criteri interpretativi extralegali, talvolta in contraddizione con la preferenza formalmente accordata ai sopra citati criteri dettati dal codice. L'autore avverte come principale problema quello della certezza normativa, fortemente minata dalla tendenza a piegare il significato della clausole collettivamente poste in ragione delle esigenze di giustizia del caso concreto; a tal fine ritiene essenziale un più compiuto svolgimento della funzione sindacale di c.d. amministrazione del contratto collettivo, anche nel settore privato, ritenendola non impedita dalla limitata efficacia soggettiva del contratto collettivo né dal c.d. principio di indisponibilità dei diritti quesiti.

Contratto collettivo e interpretazione

BOLLANI, ANDREA
2004

Abstract

Il volume tratta dell'interpretazione del contratto collettivo, soffermandosi sia sui problemi dell'interpretazione giudiziale sia su quelli dell'interpretazione autentica. L'interpretazione giudiziale pone anzitutto il problema della selezione dei canoni ermeneutici, da risolversi a beneficio di quelli di ermeneutica contrattuale dettati dagli artt. 1362 ss. c.c., nonostante la funzione normativa del contratto collettivo. L'autore svolge un'ampia ricognizione delle concrete operazioni applicative della giurisprudenza, dalle quali emerge un uso, più o meno dichiarato, di criteri interpretativi extralegali, talvolta in contraddizione con la preferenza formalmente accordata ai sopra citati criteri dettati dal codice. L'autore avverte come principale problema quello della certezza normativa, fortemente minata dalla tendenza a piegare il significato della clausole collettivamente poste in ragione delle esigenze di giustizia del caso concreto; a tal fine ritiene essenziale un più compiuto svolgimento della funzione sindacale di c.d. amministrazione del contratto collettivo, anche nel settore privato, ritenendola non impedita dalla limitata efficacia soggettiva del contratto collettivo né dal c.d. principio di indisponibilità dei diritti quesiti.
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