La legge 349 del 1986 affida al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale, nonché il compito di promuovere e compiere studi, indagini e rilevamenti interessanti l’ambiente; la stessa Legge attribuisce a questo Ministero il compito di curare l’adempimento delle Convenzioni internazionali, delle Direttive e dei Regolamenti comunitari concernenti l’ambiente ed il patrimonio naturale. In tale contesto, e coerentemente con quanto già promosso per la fauna e la flora vascolare, è stata realizzata la Checklist delle specie fungine italiane. Tale realizzazione colma un vuoto conoscitivo e costituisce uno strumento utile sia per la realizzazione di liste di specie minacciate, sia per l’utilizzo dei funghi quali bioindicatori della qualità ambientale. Con tali motivazioni, che si collocano in un quadro di riferimento nazionale ed internazionale, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione per la Protezione della Natura, ha stipulato una Convenzione con l’Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di Scienze Ambientali, per la realizzazione di una Checklist della micoflora basidiomicetica italiana, quale primo contributo alla sistematizzazione delle conoscenze micologiche nazionali. Il Dipartimento di Scienze Ambientali ha coordinato un lungo e complesso lavoro di raccolta ed ordinamento dei dati micologici di biodiversità esistenti nella letteratura nazionale, con l’aggiunta di una mole notevolissima di dati originali. La realizzazione di questo contributo è frutto del lavoro di numerosi scienziati, tra i maggiori esperti micologi attivi nel nostro paese, ed ha visto la collaborazione delle maggiori associazioni micologiche del nostro Paese, che raccolgono tanta parte della cultura micologica italiana. L’azione sinergica di pubblica amministrazione, strutture universitarie e gruppi amatoriali ha portato alla realizzazione di un’opera che si colloca alla base dello sviluppo di tutte le azioni successive, volte alla tutela della biodiversità fungina.

Checklist dei funghi italiani

SAVINO, ELENA;
2005-01-01

Abstract

La legge 349 del 1986 affida al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale, nonché il compito di promuovere e compiere studi, indagini e rilevamenti interessanti l’ambiente; la stessa Legge attribuisce a questo Ministero il compito di curare l’adempimento delle Convenzioni internazionali, delle Direttive e dei Regolamenti comunitari concernenti l’ambiente ed il patrimonio naturale. In tale contesto, e coerentemente con quanto già promosso per la fauna e la flora vascolare, è stata realizzata la Checklist delle specie fungine italiane. Tale realizzazione colma un vuoto conoscitivo e costituisce uno strumento utile sia per la realizzazione di liste di specie minacciate, sia per l’utilizzo dei funghi quali bioindicatori della qualità ambientale. Con tali motivazioni, che si collocano in un quadro di riferimento nazionale ed internazionale, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione per la Protezione della Natura, ha stipulato una Convenzione con l’Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di Scienze Ambientali, per la realizzazione di una Checklist della micoflora basidiomicetica italiana, quale primo contributo alla sistematizzazione delle conoscenze micologiche nazionali. Il Dipartimento di Scienze Ambientali ha coordinato un lungo e complesso lavoro di raccolta ed ordinamento dei dati micologici di biodiversità esistenti nella letteratura nazionale, con l’aggiunta di una mole notevolissima di dati originali. La realizzazione di questo contributo è frutto del lavoro di numerosi scienziati, tra i maggiori esperti micologi attivi nel nostro paese, ed ha visto la collaborazione delle maggiori associazioni micologiche del nostro Paese, che raccolgono tanta parte della cultura micologica italiana. L’azione sinergica di pubblica amministrazione, strutture universitarie e gruppi amatoriali ha portato alla realizzazione di un’opera che si colloca alla base dello sviluppo di tutte le azioni successive, volte alla tutela della biodiversità fungina.
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