Scopo - L' obiettivo di questo progetto di ricerca è stato quello di valutare un'eventuale variazione della tensione dei muscoli masticatori in atleti apneisti tramite valutazioni elettromiografiche realizzate prima e dopo un periodo di utilizzo di un bite di rilassamento, al fine di verificarne l'utilità in questo ambito sportivo. Materiali e Metodi - Per lo studio sono stati selezionati 4 atleti, due maschi e due femmine, di età compresa tra 23 e 39 anni, con caratteristiche equiparabili per tipologia di allenamento e per livello agonistico. Previa acquisizione di un consenso informato individuale, la valutazione clinica-anamnestica, raccolta in una apposita cartella composta da una parte ortodontica e da una parte gnatologica, ha permesso di escludere la presenza di DTM (disturbi temporomandibolari) data l’assenza di sintomatologia dolorosa attuale e pregressa, assenza di dolorabilità alla palpazione muscolare intra ed extraorale, assenza di limitazione funzionale testimoniata da corretti range di apertura, lateralità e protrusiva, assenza di rumori articolari anche provocati. Per ogni atleta analizzato sono state successivamente eseguite una ortopantomografia e una teleradiografia in proiezione latero-laterale, una serie di fotografie intra ed extraorali e sono stati realizzati dei modelli di studio montati in articolatore. Dopo un iniziale esame elettromiografico a ciascun atleta è stata fornita una placca di rilassamento da portare di notte per i primi tre mesi, di notte e durante gli allenamenti sportivi per i tre mesi successivi. Al fine di quantificare i cambiamenti di tensione nei muscoli massetere e temporale sono state eseguite altre due sedute di elettromiografia di superficie, a distanza di tre mesi l' una dall' altra, durante l'utilizzo del bite; in ogni seduta sono stati eseguiti tre rilevamenti, in serramento, in posizione di riposo e in apnea per un tempo massimale stabilito per tutti gli atleti in 2 minuti. Quest’ultimo rilevamento ha lo scopo di valutare l’influenza di una stato di ipossia, simile a quello che si verifica durante la prestazione sportiva, sulla situazione muscolare. Per gli esami elettromiografici, previa accurata detersione della cute e reperimento dei fasci muscolari sono stati applicati 4 elettrodi di superficie sui muscoli temporale anteriore e massetere, in ambedue lati destro e sinistro. Al fine di standardizzare la procedura, prima della registrazione dei potenziali, sono stato eseguite 2 fotografie per documentare la localizzazione degli elettrodi. Le registrazioni sono state eseguite secondo il seguente schema: in serramento (il soggetto respira); in posizione di riposo (il soggetto respira); in apnea per un tempo massimale uguale per tutti gli atleti (2 minuti). Nella 2° elettromiografia (dopo 3 mesi di applicazione del bite solo di notte) e nella 3° elettromiografia (a 6 mesi, dopo 3 mesi di applicazione del bite sia in allenamento che di notte) è stata aggiunta una quarta registrazione, effettuata in apnea con bite per un tempo massimale uguale alle prove precedenti (2minuti). Conclusioni - Nonostante i limiti imposti dall'esiguità del campione considerato, data la difficoltà di reperire apneisti con caratteristiche omogenee e in assenza di preesistenti DTM, l'analisi dei risultati ottenuti con l'esame elettromiografico, pur se in prove a secco ci consentirà di definire in quali termini possano cambiare i potenziali in un soggetto apneista dopo l' applicazione di un bite sia mentre respira, sia durante l'attività apneistica. Tali considerazioni ci offriranno lo spunto per comprendere se l'utilizzo del bite durante l'attività sportiva possa aumentare il rilassamento muscolare nel distretto cranio-facciale favorendo, quindi, un miglioramento della prestazione agonistica di questi atleti.

Valutazione elettromiografica in atleti apneisti trattati con bite di rilassamento

GANDINI, PAOLA;FRATICELLI, DANILO;
2006

Abstract

Scopo - L' obiettivo di questo progetto di ricerca è stato quello di valutare un'eventuale variazione della tensione dei muscoli masticatori in atleti apneisti tramite valutazioni elettromiografiche realizzate prima e dopo un periodo di utilizzo di un bite di rilassamento, al fine di verificarne l'utilità in questo ambito sportivo. Materiali e Metodi - Per lo studio sono stati selezionati 4 atleti, due maschi e due femmine, di età compresa tra 23 e 39 anni, con caratteristiche equiparabili per tipologia di allenamento e per livello agonistico. Previa acquisizione di un consenso informato individuale, la valutazione clinica-anamnestica, raccolta in una apposita cartella composta da una parte ortodontica e da una parte gnatologica, ha permesso di escludere la presenza di DTM (disturbi temporomandibolari) data l’assenza di sintomatologia dolorosa attuale e pregressa, assenza di dolorabilità alla palpazione muscolare intra ed extraorale, assenza di limitazione funzionale testimoniata da corretti range di apertura, lateralità e protrusiva, assenza di rumori articolari anche provocati. Per ogni atleta analizzato sono state successivamente eseguite una ortopantomografia e una teleradiografia in proiezione latero-laterale, una serie di fotografie intra ed extraorali e sono stati realizzati dei modelli di studio montati in articolatore. Dopo un iniziale esame elettromiografico a ciascun atleta è stata fornita una placca di rilassamento da portare di notte per i primi tre mesi, di notte e durante gli allenamenti sportivi per i tre mesi successivi. Al fine di quantificare i cambiamenti di tensione nei muscoli massetere e temporale sono state eseguite altre due sedute di elettromiografia di superficie, a distanza di tre mesi l' una dall' altra, durante l'utilizzo del bite; in ogni seduta sono stati eseguiti tre rilevamenti, in serramento, in posizione di riposo e in apnea per un tempo massimale stabilito per tutti gli atleti in 2 minuti. Quest’ultimo rilevamento ha lo scopo di valutare l’influenza di una stato di ipossia, simile a quello che si verifica durante la prestazione sportiva, sulla situazione muscolare. Per gli esami elettromiografici, previa accurata detersione della cute e reperimento dei fasci muscolari sono stati applicati 4 elettrodi di superficie sui muscoli temporale anteriore e massetere, in ambedue lati destro e sinistro. Al fine di standardizzare la procedura, prima della registrazione dei potenziali, sono stato eseguite 2 fotografie per documentare la localizzazione degli elettrodi. Le registrazioni sono state eseguite secondo il seguente schema: in serramento (il soggetto respira); in posizione di riposo (il soggetto respira); in apnea per un tempo massimale uguale per tutti gli atleti (2 minuti). Nella 2° elettromiografia (dopo 3 mesi di applicazione del bite solo di notte) e nella 3° elettromiografia (a 6 mesi, dopo 3 mesi di applicazione del bite sia in allenamento che di notte) è stata aggiunta una quarta registrazione, effettuata in apnea con bite per un tempo massimale uguale alle prove precedenti (2minuti). Conclusioni - Nonostante i limiti imposti dall'esiguità del campione considerato, data la difficoltà di reperire apneisti con caratteristiche omogenee e in assenza di preesistenti DTM, l'analisi dei risultati ottenuti con l'esame elettromiografico, pur se in prove a secco ci consentirà di definire in quali termini possano cambiare i potenziali in un soggetto apneista dopo l' applicazione di un bite sia mentre respira, sia durante l'attività apneistica. Tali considerazioni ci offriranno lo spunto per comprendere se l'utilizzo del bite durante l'attività sportiva possa aumentare il rilassamento muscolare nel distretto cranio-facciale favorendo, quindi, un miglioramento della prestazione agonistica di questi atleti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11571/148838
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