Nel 1954 Marguerite Yourcenar pubblicò un saggio, Le Temps, ce grand sculpteur, che presenta una visione moderna e dinamica delle opere d'arte antiche; il saggio potrebbe essere considerato un esempio pionieristico della “biografia degli oggetti”. Il saggio, tradotto in italiano e pubblicato in Italia nel 1983, rivela una riflessione approfondita che la scrittrice ha sviluppato nel corso degli anni su alcune opere d'arte dell'antica Grecia e dell'Italia. L'opera attinge alla profonda passione di Yourcenar per l'arte classica, ampiamente dimostrata in Mémoires d'Hadrien, pubblicato nel 1951. La sequenza cronologica delle pubblicazioni (nel 1951 e nel 1954) offre alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra l'autrice e le opere d'arte antiche. In particolare, il saggio rivela un processo di riflessione che Yourcenar ha sviluppato nel corso degli anni soprattutto sulle sculture dell'antica Grecia e dell'Italia, ben note all'autrice grazie ai suoi numerosi viaggi, principalmente in Grecia, ma non solo; in Grecia poteva contare sull'amicizia e sul sostegno di Andreas Embirikos, figlio di Leonidas Embirikos, proprietario della Patris II, sulla quale la scrittrice viaggiò negli anni '30 insieme a illustri personaggi dell'archeologia francese. Diversi scritti di Yourcenar risalgono agli anni '30 nella rivista Le voyage en Grèce, pubblicata tra il 1934 e il 1939, che vantava tra i suoi autori illustri archeologi.
Marguerite Yourcenar, Le Temps, ce grand sculpteur, o della biografia degli oggetti
Elena Calandra
2025-01-01
Abstract
Nel 1954 Marguerite Yourcenar pubblicò un saggio, Le Temps, ce grand sculpteur, che presenta una visione moderna e dinamica delle opere d'arte antiche; il saggio potrebbe essere considerato un esempio pionieristico della “biografia degli oggetti”. Il saggio, tradotto in italiano e pubblicato in Italia nel 1983, rivela una riflessione approfondita che la scrittrice ha sviluppato nel corso degli anni su alcune opere d'arte dell'antica Grecia e dell'Italia. L'opera attinge alla profonda passione di Yourcenar per l'arte classica, ampiamente dimostrata in Mémoires d'Hadrien, pubblicato nel 1951. La sequenza cronologica delle pubblicazioni (nel 1951 e nel 1954) offre alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra l'autrice e le opere d'arte antiche. In particolare, il saggio rivela un processo di riflessione che Yourcenar ha sviluppato nel corso degli anni soprattutto sulle sculture dell'antica Grecia e dell'Italia, ben note all'autrice grazie ai suoi numerosi viaggi, principalmente in Grecia, ma non solo; in Grecia poteva contare sull'amicizia e sul sostegno di Andreas Embirikos, figlio di Leonidas Embirikos, proprietario della Patris II, sulla quale la scrittrice viaggiò negli anni '30 insieme a illustri personaggi dell'archeologia francese. Diversi scritti di Yourcenar risalgono agli anni '30 nella rivista Le voyage en Grèce, pubblicata tra il 1934 e il 1939, che vantava tra i suoi autori illustri archeologi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


