L’Historia Langobardorum è il racconto delle vicende di un popolo che, alla data di composizione dell’opera, è ormai stato spazzato via dalla conquista dei Franchi di Carlo Magno. Nei sei libri del suo capolavoro, allora, Paolo Diacono si fa custode – anche critico, quando è necessario – della memoria di un’entusiasmante cavalcata che nel giro di qualche secolo ha portato i Longobardi dalle steppe della Scandinavia al dominio su gran parte della penisola italiana e alla conquista di un ruolo da protagonista nel complicato scacchiere internazionale dell’età romano-barbarica. Il racconto, nel quale l’asciutto resoconto cronachistico si alterna a pagine dal più ampio respiro letterario che attingono all’intera tavolozza espressiva per colorare la narrazione di aneddoti curiosi e imprese leggendarie, ci presenta la successione dei re longobardi dall’età mitica fino a Liutprando, la figura che incarna la summa dei valori etici e politici di un glorioso passato che Paolo vuole consegnare ai posteri per l’edificazione di un nuovo futuro. Tra battaglie cruente e fiere inimicizie, portentose apparizioni e drammatiche calamità naturali, sulla scena della Storia dei Longobardi si agitano non solo re e soldati, ma anche papi e usurpatori, santi ed eremiti, donne appassionate e pie regine: una galleria di personaggi che – insieme e forse ancor più dell’esemplare metodo storiografico – garantirà all’opera di Paolo una straordinaria fortuna e plasmerà l’immaginario collettivo sui Longobardi e sull’Alto Medioevo nei secoli a venire.
Paolo Diacono, Storia dei Longobardi. Saggio introduttivo, nuova traduzione e note di Fabrizio Bordone
fabrizio bordone
2025-01-01
Abstract
L’Historia Langobardorum è il racconto delle vicende di un popolo che, alla data di composizione dell’opera, è ormai stato spazzato via dalla conquista dei Franchi di Carlo Magno. Nei sei libri del suo capolavoro, allora, Paolo Diacono si fa custode – anche critico, quando è necessario – della memoria di un’entusiasmante cavalcata che nel giro di qualche secolo ha portato i Longobardi dalle steppe della Scandinavia al dominio su gran parte della penisola italiana e alla conquista di un ruolo da protagonista nel complicato scacchiere internazionale dell’età romano-barbarica. Il racconto, nel quale l’asciutto resoconto cronachistico si alterna a pagine dal più ampio respiro letterario che attingono all’intera tavolozza espressiva per colorare la narrazione di aneddoti curiosi e imprese leggendarie, ci presenta la successione dei re longobardi dall’età mitica fino a Liutprando, la figura che incarna la summa dei valori etici e politici di un glorioso passato che Paolo vuole consegnare ai posteri per l’edificazione di un nuovo futuro. Tra battaglie cruente e fiere inimicizie, portentose apparizioni e drammatiche calamità naturali, sulla scena della Storia dei Longobardi si agitano non solo re e soldati, ma anche papi e usurpatori, santi ed eremiti, donne appassionate e pie regine: una galleria di personaggi che – insieme e forse ancor più dell’esemplare metodo storiografico – garantirà all’opera di Paolo una straordinaria fortuna e plasmerà l’immaginario collettivo sui Longobardi e sull’Alto Medioevo nei secoli a venire.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


