Il contributo offre un'analisi della decisione emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso Lenis contro Grecia, che per la prima volta applica il meccanismo della "ghigliottina" al discorso d'odio omofobico. L'attenzione si focalizza sulle implicazioni di tale modello decisorio, la cui plausibilità è da più parti contestata in quanto esso comporta l'elusione di ogni bilanciamento e di ogni valutazione riguardo alla proporzionalità dell'interferenza statale nella libertà di espressione del ricorrente. Pur essendo indubbiamente necessaria maggior coerenza interpretativa, vi sono motivi per ritenere che l'applicazione, su base eccezional, della ‘ghigliottina’ possa contribuire utilmente a garantire a favore del gruppo target il rispetto effettivo dei diritti protetti dalla Convenzione e così in particolare a favore delle persone LGBTI, che, come riconosciuto dai giudici di Strasburgo, risultano maggiormente esposte ai discorsi d'odio e necessitano pertanto di una protezione rafforzata contro gli effetti deleteri generati dalla diffusione di discorsi di tal fatta.
Il discorso d’odio omofobico davanti alla Corte di Strasburgo e l’applicazione della ‘ghigliottina’: riflessioni a margine della decisione Lenis c. Grecia
Federica Falconi
2025-01-01
Abstract
Il contributo offre un'analisi della decisione emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso Lenis contro Grecia, che per la prima volta applica il meccanismo della "ghigliottina" al discorso d'odio omofobico. L'attenzione si focalizza sulle implicazioni di tale modello decisorio, la cui plausibilità è da più parti contestata in quanto esso comporta l'elusione di ogni bilanciamento e di ogni valutazione riguardo alla proporzionalità dell'interferenza statale nella libertà di espressione del ricorrente. Pur essendo indubbiamente necessaria maggior coerenza interpretativa, vi sono motivi per ritenere che l'applicazione, su base eccezional, della ‘ghigliottina’ possa contribuire utilmente a garantire a favore del gruppo target il rispetto effettivo dei diritti protetti dalla Convenzione e così in particolare a favore delle persone LGBTI, che, come riconosciuto dai giudici di Strasburgo, risultano maggiormente esposte ai discorsi d'odio e necessitano pertanto di una protezione rafforzata contro gli effetti deleteri generati dalla diffusione di discorsi di tal fatta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


