Il presente contributo analizza la riscrittura teatrale della seconda cantica dantesca ad opera di Mario Luzi, intitolata Il Purgatorio. La notte lava la mente. Drammaturgia di un’ascensione, parte di un più ampio progetto, che coinvolse anche Edoardo Sanguineti (Inferno) e Giovanni Giudici (Paradiso), commissionato dal regista Federico Tiezzi e portato a termine tra il 1989 e 1991. Leggendo la drammaturgia nel contesto della poesia e della poetica luziane, e del preciso riuso di Dante (specie nell’ultimo Luzi), il saggio discute l’operazione di riappropriazione della parola dantesca e la sua rilevanza ai fini dell’articolazione dell’identità autoriale nel testo.

Poematicità e teatro in versi nel Purgatorio di Mario Luzi

Valentina Mele
2020-01-01

Abstract

Il presente contributo analizza la riscrittura teatrale della seconda cantica dantesca ad opera di Mario Luzi, intitolata Il Purgatorio. La notte lava la mente. Drammaturgia di un’ascensione, parte di un più ampio progetto, che coinvolse anche Edoardo Sanguineti (Inferno) e Giovanni Giudici (Paradiso), commissionato dal regista Federico Tiezzi e portato a termine tra il 1989 e 1991. Leggendo la drammaturgia nel contesto della poesia e della poetica luziane, e del preciso riuso di Dante (specie nell’ultimo Luzi), il saggio discute l’operazione di riappropriazione della parola dantesca e la sua rilevanza ai fini dell’articolazione dell’identità autoriale nel testo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1543593
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