Il saggio di analizza l’evoluzione dell’università nell’età moderna, evidenziando il rapporto tra continuità e trasformazione. La storiografia recente ha superato una visione celebrativa e istituzionale per adottare approcci comparativi, interdisciplinari e transnazionali, ampliando lo studio oltre i confini delle singole università. Nel periodo moderno, l’università non è più un sistema chiuso e autosufficiente, ma parte di un sistema formativo complesso e policentrico, in cui interagiscono collegi, ordini religiosi, istituzioni private e altri luoghi del sapere. Questa rete nasce anche dall’incapacità degli atenei di rispondere da soli alla crescente domanda educativa. Gli studenti stessi si muovono all’interno di questo sistema integrato, scegliendo percorsi flessibili. L’università mantiene un ruolo centrale nella formazione delle élite e nel rapporto con il potere politico, soprattutto con l’affermarsi dello Stato moderno, che progressivamente ne assume il controllo. Allo stesso tempo, essa partecipa a dinamiche sociali, culturali e religiose più ampie, contribuendo alla circolazione dei saperi su scala europea e globale. Dal punto di vista storiografico, si registra un rinnovamento metodologico: uso di fonti diversificate, strumenti digitali, approcci quantitativi e qualitativi integrati, attenzione alla dimensione sociale (studenti, docenti, pratiche quotidiane) e simbolica (riti, gerarchie, rappresentazioni). L’università emerge così come un’istituzione dinamica, capace di adattarsi ai mutamenti storici. In conclusione, il testo propone una visione dell’università moderna come struttura aperta, flessibile e generativa, inserita in un sistema educativo più ampio e in continua evoluzione, capace di rispondere ai bisogni formativi di contesti diversi nel tempo e nello spazio.

L'università dell'età moderna tra permanenze e aperture

simona negruzzo
2025-01-01

Abstract

Il saggio di analizza l’evoluzione dell’università nell’età moderna, evidenziando il rapporto tra continuità e trasformazione. La storiografia recente ha superato una visione celebrativa e istituzionale per adottare approcci comparativi, interdisciplinari e transnazionali, ampliando lo studio oltre i confini delle singole università. Nel periodo moderno, l’università non è più un sistema chiuso e autosufficiente, ma parte di un sistema formativo complesso e policentrico, in cui interagiscono collegi, ordini religiosi, istituzioni private e altri luoghi del sapere. Questa rete nasce anche dall’incapacità degli atenei di rispondere da soli alla crescente domanda educativa. Gli studenti stessi si muovono all’interno di questo sistema integrato, scegliendo percorsi flessibili. L’università mantiene un ruolo centrale nella formazione delle élite e nel rapporto con il potere politico, soprattutto con l’affermarsi dello Stato moderno, che progressivamente ne assume il controllo. Allo stesso tempo, essa partecipa a dinamiche sociali, culturali e religiose più ampie, contribuendo alla circolazione dei saperi su scala europea e globale. Dal punto di vista storiografico, si registra un rinnovamento metodologico: uso di fonti diversificate, strumenti digitali, approcci quantitativi e qualitativi integrati, attenzione alla dimensione sociale (studenti, docenti, pratiche quotidiane) e simbolica (riti, gerarchie, rappresentazioni). L’università emerge così come un’istituzione dinamica, capace di adattarsi ai mutamenti storici. In conclusione, il testo propone una visione dell’università moderna come struttura aperta, flessibile e generativa, inserita in un sistema educativo più ampio e in continua evoluzione, capace di rispondere ai bisogni formativi di contesti diversi nel tempo e nello spazio.
2025
978-88-6938-495-0
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