Il saggio affronta il tema dell’usufrutto su partecipazioni societarie, con particolare riferimento alle società di capitali, indagando la spettanza e l’estensione dei diritti patrimoniali tra usufruttuario e nudo proprietario. Muovendo dalla lacuna normativa lasciata dall’art. 2352 c.c., si analizza il rapporto tra le regole civilistiche sull’usufrutto e quelle speciali di diritto societario, ponendo al centro la qualificazione dell’utile quale “frutto” ai sensi dell’art. 820 c.c. Dopo aver ricostruito i principali nodi problematici la trattazione individua, alla luce anche di alcuni recenti arresti giurisprudenziali, la necessità di distinguere tra funzione reddituale e funzione organizzativa della partecipazione societaria, superando un’interpretazione meramente “deliberativa” del diritto ai frutti. In conclusione, la ricerca intende sostenere che l’usufruttuario matura un di- ritto patrimoniale sugli utili prodotti nel periodo di vigenza del proprio diritto reale frazionario, indipendentemente dal momento della loro distribuzione, salvo le limitazioni prescritte da norme imperative o eventuali disposizioni statutarie riguardo l’organizzazione della struttura patrimoniale dell’impresa societaria.
Usufrutto e partecipazioni n società di capitali. I diritti patrimoniali nel prisma delle istanze collettive e delle pretese individuali.
Edoardo Grossule
2025-01-01
Abstract
Il saggio affronta il tema dell’usufrutto su partecipazioni societarie, con particolare riferimento alle società di capitali, indagando la spettanza e l’estensione dei diritti patrimoniali tra usufruttuario e nudo proprietario. Muovendo dalla lacuna normativa lasciata dall’art. 2352 c.c., si analizza il rapporto tra le regole civilistiche sull’usufrutto e quelle speciali di diritto societario, ponendo al centro la qualificazione dell’utile quale “frutto” ai sensi dell’art. 820 c.c. Dopo aver ricostruito i principali nodi problematici la trattazione individua, alla luce anche di alcuni recenti arresti giurisprudenziali, la necessità di distinguere tra funzione reddituale e funzione organizzativa della partecipazione societaria, superando un’interpretazione meramente “deliberativa” del diritto ai frutti. In conclusione, la ricerca intende sostenere che l’usufruttuario matura un di- ritto patrimoniale sugli utili prodotti nel periodo di vigenza del proprio diritto reale frazionario, indipendentemente dal momento della loro distribuzione, salvo le limitazioni prescritte da norme imperative o eventuali disposizioni statutarie riguardo l’organizzazione della struttura patrimoniale dell’impresa societaria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


