Il contributo affronta le sfide che i testi nativi digitali pongono alla filologia d'autore. Dopo aver richiamato, attraverso Maria Corti e Armando Petrucci, la fine dell'epoca della «cortina di carta», si osserva come il passaggio al digitale d'autore (Carbé) rovesci il paradigma tradizionale: non più scarsità, ma sovrabbondanza documentaria. Attraverso alcuni case studies — Mari, Magrelli, Pugno, Desiati, Veronesi — si illustrano le possibilità offerte dalla digital forensic per lo studio degli avantesti nativi digitali. Il Centro Manoscritti dell'Università di Pavia, grazie a PAD (Pavia Archivi Digitali) con il Digital Preservation Workflow messo a punto per la sua gestione e al confronto internazionale nato dal convegno Le carte immateriali (2023), si propone come centro propulsore di questa nuova stagione di studi.
La filologia d'autore e i testi digitali
Giuseppe Antonelli
2026-01-01
Abstract
Il contributo affronta le sfide che i testi nativi digitali pongono alla filologia d'autore. Dopo aver richiamato, attraverso Maria Corti e Armando Petrucci, la fine dell'epoca della «cortina di carta», si osserva come il passaggio al digitale d'autore (Carbé) rovesci il paradigma tradizionale: non più scarsità, ma sovrabbondanza documentaria. Attraverso alcuni case studies — Mari, Magrelli, Pugno, Desiati, Veronesi — si illustrano le possibilità offerte dalla digital forensic per lo studio degli avantesti nativi digitali. Il Centro Manoscritti dell'Università di Pavia, grazie a PAD (Pavia Archivi Digitali) con il Digital Preservation Workflow messo a punto per la sua gestione e al confronto internazionale nato dal convegno Le carte immateriali (2023), si propone come centro propulsore di questa nuova stagione di studi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


