Il contributo analizza i contenuti della legge di revisione costituzionale dell’ordinamento giudiziario destinata ad essere sottoposta referendum. L’autore esamina il testo della riforma e le principali criticità al centro della discussione tra i costituzionalisti. Anzitutto si affronta la questione della separazione delle carriere e l’indifferenza dal punto di vista costituzionale della relativa opzione, secondo la giurisprudenza della Corte. L’ipotesi di separazione delle carriere è in particolare valutata alla stregua dell’articolo 111 della Costituzione e delle sue plurime interpretazioni. Viene poi considerata la discussione relativa alla cultura della giurisdizione che, in funzione di tutela dei diritti, dovrebbe accomunare giudice e pubblico ministero. Il secondo aspetto riguarda la modifica delle disposizioni costituzionali concernenti la magistratura requirente, che sembrano determinare una inedita sovraesposizione del pubblico ministero. La nuova fraseologia costituzionale introdotta dalla legge di riforma viene esaminata anche nelle sue implicazioni sistematiche, nella prospettiva della successione nel tempo di fonti costituzionali. L’articolo affronta poi il profilo controverso riguardante il paventato assoggettamento del pubblico ministero al potere politico. Il terzo argomento trattato nel contributo riguarda la riforma del Consiglio superiore della magistratura, il suo sdoppiamento e il sorteggio previsto per l’individuazione dei componenti. Dell’organo di governo autonomo sono analizzati, anche alla luce della giurisprudenza, la funzione di garanzia, il significato del pluralismo culturale e il carattere rappresentativo della compagine togata. Il quarto argomento oggetto di analisi è l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare, i cui profili problematici sono affrontati a partire dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Il contributo si chiude con alcune considerazioni conclusive in chiave prospettica.

La legge di revisione costituzionale verso il referendum. Opzioni ordinamentali e ruolo della magistratura tra judicial activism e vocazione burocratica

giampaolo parodi
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza i contenuti della legge di revisione costituzionale dell’ordinamento giudiziario destinata ad essere sottoposta referendum. L’autore esamina il testo della riforma e le principali criticità al centro della discussione tra i costituzionalisti. Anzitutto si affronta la questione della separazione delle carriere e l’indifferenza dal punto di vista costituzionale della relativa opzione, secondo la giurisprudenza della Corte. L’ipotesi di separazione delle carriere è in particolare valutata alla stregua dell’articolo 111 della Costituzione e delle sue plurime interpretazioni. Viene poi considerata la discussione relativa alla cultura della giurisdizione che, in funzione di tutela dei diritti, dovrebbe accomunare giudice e pubblico ministero. Il secondo aspetto riguarda la modifica delle disposizioni costituzionali concernenti la magistratura requirente, che sembrano determinare una inedita sovraesposizione del pubblico ministero. La nuova fraseologia costituzionale introdotta dalla legge di riforma viene esaminata anche nelle sue implicazioni sistematiche, nella prospettiva della successione nel tempo di fonti costituzionali. L’articolo affronta poi il profilo controverso riguardante il paventato assoggettamento del pubblico ministero al potere politico. Il terzo argomento trattato nel contributo riguarda la riforma del Consiglio superiore della magistratura, il suo sdoppiamento e il sorteggio previsto per l’individuazione dei componenti. Dell’organo di governo autonomo sono analizzati, anche alla luce della giurisprudenza, la funzione di garanzia, il significato del pluralismo culturale e il carattere rappresentativo della compagine togata. Il quarto argomento oggetto di analisi è l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare, i cui profili problematici sono affrontati a partire dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Il contributo si chiude con alcune considerazioni conclusive in chiave prospettica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1550617
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