Il contributo prova ad analizzare la relazione tra le testimonianze dei testi gromatici e i dati archeologici relativi al territorio del Vercellese occidentale, con particolare attenzione al ruolo dei sepolcri come elementi topografici e confinari in età romana. Le fonti antiche mostrano infatti una costante associazione tra strutture funerarie e limiti territoriali, dovuta sia alla necessità di preservare i terreni agricoli sia all’intoccabilità giuridica dei sepolcri, utilizzati come marcatori stabili. Lo studio integra queste informazioni con i dati di un progetto di archeologia del paesaggio avviato dall’Università di Pavia nel territorio di Livorno Ferraris, dove numerose necropoli e sepolture isolate testimoniano un’organizzazione funeraria distribuita principalmente lungo corsi d’acqua antichi, coerentemente con le prescrizioni gromatiche. La distribuzione delle necropoli rivela una gerarchia insediativa articolata: accanto a un grande polo funerario presso via Alice Castello, si riconoscono piccoli nuclei prediali che potrebbero aver assolto anche funzioni di marcatura fondiaria. Il quadro complessivo suggerisce un modello di popolamento diffuso, legato alle condizioni idrogeologiche antiche e forse basato su tradizioni celtiche di tipo diecistico, inserito in un reticolo agrario che potrebbe riflettere più sistemi centuriali sovrapposti.
Sepulchra finalia aut monumenta sine dubio invenies (Exp. term. 361.12 L., 262.22 C.)
Maria Elena Gorrini
;Dario AnelliInvestigation
2026-01-01
Abstract
Il contributo prova ad analizzare la relazione tra le testimonianze dei testi gromatici e i dati archeologici relativi al territorio del Vercellese occidentale, con particolare attenzione al ruolo dei sepolcri come elementi topografici e confinari in età romana. Le fonti antiche mostrano infatti una costante associazione tra strutture funerarie e limiti territoriali, dovuta sia alla necessità di preservare i terreni agricoli sia all’intoccabilità giuridica dei sepolcri, utilizzati come marcatori stabili. Lo studio integra queste informazioni con i dati di un progetto di archeologia del paesaggio avviato dall’Università di Pavia nel territorio di Livorno Ferraris, dove numerose necropoli e sepolture isolate testimoniano un’organizzazione funeraria distribuita principalmente lungo corsi d’acqua antichi, coerentemente con le prescrizioni gromatiche. La distribuzione delle necropoli rivela una gerarchia insediativa articolata: accanto a un grande polo funerario presso via Alice Castello, si riconoscono piccoli nuclei prediali che potrebbero aver assolto anche funzioni di marcatura fondiaria. Il quadro complessivo suggerisce un modello di popolamento diffuso, legato alle condizioni idrogeologiche antiche e forse basato su tradizioni celtiche di tipo diecistico, inserito in un reticolo agrario che potrebbe riflettere più sistemi centuriali sovrapposti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


