La “Marialis cultus” rappresenta una tappa significativa del processo di discernimento ecclesiale, intendendo promuovere, entro le coordinate del pensiero conciliare, «un culto solido nel suo fondamento» (MC 38). La concretizzazione di quel discernimento comporta una generale revisione anche delle forme espressive con cui Maria può/deve essere predicata. Anche il canto e la musica sono chiamati a distinguere, entro la propria storia e alla luce della propria attualità, ciò che oggi può effettivamente promuovere una comprensione della figura di Maria che sia al tempo stesso teologicamente pregnante, antropologicamente significativa e liturgicamente pertinente. Dopo aver chiarito il contesto teologico-ecclesiologico-liturgico di partenza e aver individuato due attitudini che nel corso della storia si sono succedute e hanno prodotto esiti opposti, il contributo propone una rassegna di possibili tematiche idonee a cantare oggi Maria, esemplificando ciascuna di esse tramite alcune proposte d’autore espressamente concepite per il canto liturgico. In coda l’attenzione si sposta sul Magnificat, che si trova all’incrocio della memoria biblica e della lode poetica a riguardo di Maria: una stagione liturgico-poetica tesa a rinnovare efficacemente la testualità dei canti a Maria deve guardare a esso come ad una serra da cui far germinare nuovi versi e nuovi contenuti.
«Come possiamo cantarti, o Madre, senza turbare la tua santità, senza offendere il tuo silenzio?» Suggestioni per una poetica mariana tra affectus e pudore
daniele sabaino
2025-01-01
Abstract
La “Marialis cultus” rappresenta una tappa significativa del processo di discernimento ecclesiale, intendendo promuovere, entro le coordinate del pensiero conciliare, «un culto solido nel suo fondamento» (MC 38). La concretizzazione di quel discernimento comporta una generale revisione anche delle forme espressive con cui Maria può/deve essere predicata. Anche il canto e la musica sono chiamati a distinguere, entro la propria storia e alla luce della propria attualità, ciò che oggi può effettivamente promuovere una comprensione della figura di Maria che sia al tempo stesso teologicamente pregnante, antropologicamente significativa e liturgicamente pertinente. Dopo aver chiarito il contesto teologico-ecclesiologico-liturgico di partenza e aver individuato due attitudini che nel corso della storia si sono succedute e hanno prodotto esiti opposti, il contributo propone una rassegna di possibili tematiche idonee a cantare oggi Maria, esemplificando ciascuna di esse tramite alcune proposte d’autore espressamente concepite per il canto liturgico. In coda l’attenzione si sposta sul Magnificat, che si trova all’incrocio della memoria biblica e della lode poetica a riguardo di Maria: una stagione liturgico-poetica tesa a rinnovare efficacemente la testualità dei canti a Maria deve guardare a esso come ad una serra da cui far germinare nuovi versi e nuovi contenuti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


