Il capitolo di libro intitolato Rurale-Urbano: nuove ecologie tra territorio, architettura e società analizza la trasformazione contemporanea dei territori metropolitani come sistemi ibridi in cui urbano e rurale non costituiscono più ambiti separati, ma un continuum frammentato e interdipendente. Assumendo come caso studio l’area metropolitana di Milano e, in particolare, il territorio agricolo a sud della città, il testo evidenzia come l’espansione urbana diffusa e il consumo di suolo abbiano compromesso l’equilibrio tra funzioni urbane, attività agricole e valori paesaggistici, generando perdita di identità territoriale, squilibri ambientali ed economici e crescente dipendenza esterna per risorse alimentari ed energetiche. Idea centrale L’autore propone di superare la tradizionale dicotomia città/campagna interpretando il paesaggio come bene comune, secondo una visione ispirata alle riflessioni di Pierre Donadieu e alla Convenzione Europea del Paesaggio. Il territorio viene così concepito come un sistema metropolitano integrato, fondato su quattro principi: il paesaggio come totalità, bene comune, luogo di identità collettiva e spazio della diversità ecologica e culturale. Multifunzionalità e R.A.I. Nel quadro teorico dell’articolo, il concetto di ruralità viene reinterpretato in chiave multifunzionale: oltre alla produzione agricola (to feed), il territorio rurale può assumere funzioni di tutela ambientale, educazione, tempo libero e benessere. Da questa impostazione deriva la strategia della Rural Architectural Intensification (R.A.I.), intesa come approccio progettuale multiscalare volto a rigenerare i paesaggi rurali attraverso interventi di intensificazione sostenibile, capaci di incrementare il valore sociale, ambientale, economico e culturale del territorio senza ulteriore consumo di suolo. La proposta progettuale L’articolo presenta inoltre il progetto sperimentale The Agro-Techno Village, sviluppato dall’AUDe Lab dell’Università di Pavia, come esempio applicativo di questa visione. Il progetto mira a costruire nuove intersezioni tra agricoltura, tecnologia, natura e spazi urbani, promuovendo un modello di paesaggio sostenibile, permeabile e cooperativo, in cui cittadini, attività produttive e sistemi ecologici convivano in equilibrio dinamico. Conclusioni In conclusione, il contributo sostiene la necessità di una progettazione “soft” e rigenerativa che riconcili preesistenze rurali e nuove esigenze urbane, proponendo il paesaggio rurale contemporaneo come spazio privilegiato per sperimentare forme innovative di coesistenza tra architettura, ambiente e società nel contesto della città diffusa del XXI secolo.
Rurale-Urbano: nuove ecologie tra paesaggio, architettura e società.
Tiziano Cattaneo
2025-01-01
Abstract
Il capitolo di libro intitolato Rurale-Urbano: nuove ecologie tra territorio, architettura e società analizza la trasformazione contemporanea dei territori metropolitani come sistemi ibridi in cui urbano e rurale non costituiscono più ambiti separati, ma un continuum frammentato e interdipendente. Assumendo come caso studio l’area metropolitana di Milano e, in particolare, il territorio agricolo a sud della città, il testo evidenzia come l’espansione urbana diffusa e il consumo di suolo abbiano compromesso l’equilibrio tra funzioni urbane, attività agricole e valori paesaggistici, generando perdita di identità territoriale, squilibri ambientali ed economici e crescente dipendenza esterna per risorse alimentari ed energetiche. Idea centrale L’autore propone di superare la tradizionale dicotomia città/campagna interpretando il paesaggio come bene comune, secondo una visione ispirata alle riflessioni di Pierre Donadieu e alla Convenzione Europea del Paesaggio. Il territorio viene così concepito come un sistema metropolitano integrato, fondato su quattro principi: il paesaggio come totalità, bene comune, luogo di identità collettiva e spazio della diversità ecologica e culturale. Multifunzionalità e R.A.I. Nel quadro teorico dell’articolo, il concetto di ruralità viene reinterpretato in chiave multifunzionale: oltre alla produzione agricola (to feed), il territorio rurale può assumere funzioni di tutela ambientale, educazione, tempo libero e benessere. Da questa impostazione deriva la strategia della Rural Architectural Intensification (R.A.I.), intesa come approccio progettuale multiscalare volto a rigenerare i paesaggi rurali attraverso interventi di intensificazione sostenibile, capaci di incrementare il valore sociale, ambientale, economico e culturale del territorio senza ulteriore consumo di suolo. La proposta progettuale L’articolo presenta inoltre il progetto sperimentale The Agro-Techno Village, sviluppato dall’AUDe Lab dell’Università di Pavia, come esempio applicativo di questa visione. Il progetto mira a costruire nuove intersezioni tra agricoltura, tecnologia, natura e spazi urbani, promuovendo un modello di paesaggio sostenibile, permeabile e cooperativo, in cui cittadini, attività produttive e sistemi ecologici convivano in equilibrio dinamico. Conclusioni In conclusione, il contributo sostiene la necessità di una progettazione “soft” e rigenerativa che riconcili preesistenze rurali e nuove esigenze urbane, proponendo il paesaggio rurale contemporaneo come spazio privilegiato per sperimentare forme innovative di coesistenza tra architettura, ambiente e società nel contesto della città diffusa del XXI secolo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


