Tra i documenti della riforma liturgica, l’istruzione "Musicam Sacram" del 1967 occupa un posto di singolare rilievo. Ultimo testo di ampio respiro prodotto dalla Chiesa universale sul tema delle relazioni tra musica e liturgia, nacque in un momento storico segnato da attese, mediazioni e assetti ancora provvisori e si trovò così a esprimere una tensione di rinnovamento con categorie ed espressioni inevitabilmente non ancora giunte a piena maturazione. Per questo la sua ricezione è stata sin dal principio ambivalente, segnata da interpretazioni ora eccessivamente normative, ora indebitamente svalutanti. Di quel testo il presente studio ricostruisce innanzitutto, nel primo volume, la genesi, i presupposti, gli equilibri interni, le opzioni implicite e le aporie alla luce dei materiali preparatori, della documentazione ufficiale e della corrispondenza tra i protagonisti della sua redazione; legge quindi, nel secondo volume, il testo promulgato alla luce del compimento della riforma liturgica e della situazione ecclesiale e celebrativa dei decenni successivi, in vista di una sua piena comprensione storica e teologico-liturgica. Ne risulta non una semplice esegesi retrospettiva, ma una rilettura storico-critica complessiva che restituisce "Musicam Sacram" al suo concreto laboratorio redazionale e, proprio per questo, ne mostra con maggiore chiarezza il significato, i limiti e la perdurante capacità di interrogare la riflessione e la prassi liturgico-musicale della Chiesa.
L'Istruzione sulla musica nella sacra liturgia "Musicam Sacram" (1967). Storia, ermeneutica, attualità
Daniele Sabaino
2026-01-01
Abstract
Tra i documenti della riforma liturgica, l’istruzione "Musicam Sacram" del 1967 occupa un posto di singolare rilievo. Ultimo testo di ampio respiro prodotto dalla Chiesa universale sul tema delle relazioni tra musica e liturgia, nacque in un momento storico segnato da attese, mediazioni e assetti ancora provvisori e si trovò così a esprimere una tensione di rinnovamento con categorie ed espressioni inevitabilmente non ancora giunte a piena maturazione. Per questo la sua ricezione è stata sin dal principio ambivalente, segnata da interpretazioni ora eccessivamente normative, ora indebitamente svalutanti. Di quel testo il presente studio ricostruisce innanzitutto, nel primo volume, la genesi, i presupposti, gli equilibri interni, le opzioni implicite e le aporie alla luce dei materiali preparatori, della documentazione ufficiale e della corrispondenza tra i protagonisti della sua redazione; legge quindi, nel secondo volume, il testo promulgato alla luce del compimento della riforma liturgica e della situazione ecclesiale e celebrativa dei decenni successivi, in vista di una sua piena comprensione storica e teologico-liturgica. Ne risulta non una semplice esegesi retrospettiva, ma una rilettura storico-critica complessiva che restituisce "Musicam Sacram" al suo concreto laboratorio redazionale e, proprio per questo, ne mostra con maggiore chiarezza il significato, i limiti e la perdurante capacità di interrogare la riflessione e la prassi liturgico-musicale della Chiesa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


