L'articolo analizza in che modo le differenze intergenerazionali nelle convinzioni sul cambiamento climatico influenzino l'adozione di pratiche alimentari a basse emissioni, con particolare attenzione alla riduzione del consumo di carne rossa, la categoria alimentare con il maggiore impatto ambientale e al contempo la più carica di significati culturali e identitari. L'articolo si inserisce nella ricerca ProSocialClima e integra dati quantitativi da una survey nazionale su 4.008 soggetti con materiale qualitativo prodotto da 12 focus group condotti in quattro regioni italiane.Lo studio mette a fuoco le tensioni tra valori dichiarati e pratiche effettive, il cosiddetto value–action gap. I risultati mostrano che la generazione più giovane esprime maggiore preoccupazione climatica ma non necessariamente comportamenti più coerenti, frenata da habitus consolidati, pressioni identitarie e barriere strutturali. Le generazioni più anziane riducono spesso il consumo di carne per ragioni di salute, producendo come effetto inintenzionale un beneficio ambientale. Il contributo evidenzia come l'adozione di comportamenti prosociali alimentari richieda interventi che agiscano simultaneamente su condizioni materiali, norme culturali e frame comunicativi orientati alla solidarietà climatica..

Alimentazione prosociale: generazioni, scelte quotidiane e transizione ecologica

flavio Antonio ceravolo
;
Laura Livraghi;
In corso di stampa

Abstract

L'articolo analizza in che modo le differenze intergenerazionali nelle convinzioni sul cambiamento climatico influenzino l'adozione di pratiche alimentari a basse emissioni, con particolare attenzione alla riduzione del consumo di carne rossa, la categoria alimentare con il maggiore impatto ambientale e al contempo la più carica di significati culturali e identitari. L'articolo si inserisce nella ricerca ProSocialClima e integra dati quantitativi da una survey nazionale su 4.008 soggetti con materiale qualitativo prodotto da 12 focus group condotti in quattro regioni italiane.Lo studio mette a fuoco le tensioni tra valori dichiarati e pratiche effettive, il cosiddetto value–action gap. I risultati mostrano che la generazione più giovane esprime maggiore preoccupazione climatica ma non necessariamente comportamenti più coerenti, frenata da habitus consolidati, pressioni identitarie e barriere strutturali. Le generazioni più anziane riducono spesso il consumo di carne per ragioni di salute, producendo come effetto inintenzionale un beneficio ambientale. Il contributo evidenzia come l'adozione di comportamenti prosociali alimentari richieda interventi che agiscano simultaneamente su condizioni materiali, norme culturali e frame comunicativi orientati alla solidarietà climatica..
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