Le tre edizioni del Dictionnaire critique du marxisme, curate da Gérard Bensussan e Georges Labica tra i primi anni ’80 e la fine degli anni ’90, possono costituire un caso esemplare per studiare la presenza e le interpretazioni di Gramsci a seguito dell’edizione critica dei Quaderni del carcere curata da Valentino Gerratana (1975). All’interno di questa imponente opera collettiva, troviamo voci relative a concetti tipicamente gramsciani, come “blocco storico”, a questioni in cui si riconosce il contributo fondamentale di Gramsci, quali “intellettuali” o “prassi”, e ad argomenti che all’epoca erano oggetto di discussione, a cominciare dagli “apparati ideologici dello Stato” di Althusser. L’opera include anche un primo riconoscimento di aspetti a cui in precedenza era stata accordata una scarsa considerazione, come la “traducibilità”. Tutto ciò si riferisce a una base testuale estremamente eterogenea, che va dall’edizione critica del 1975 e dalla sua (parziale) traduzione francese presso Gallimard, all’edizione tematica Togliatti-Platone e a varie antologie francesi. Inoltre, incorpora riferimenti di seconda mano tratti da una letteratura secondaria altrettanto variegata, dalla storiografia ufficiale del Partito Comunista Italiano agli scritti altamente polemici di Perry Anderson.

Gramsci nel Dictionnaire critique du marxisme di Bensussan e Labica (1982-1999)

Giuseppe Cospito
Writing – Original Draft Preparation
2026-01-01

Abstract

Le tre edizioni del Dictionnaire critique du marxisme, curate da Gérard Bensussan e Georges Labica tra i primi anni ’80 e la fine degli anni ’90, possono costituire un caso esemplare per studiare la presenza e le interpretazioni di Gramsci a seguito dell’edizione critica dei Quaderni del carcere curata da Valentino Gerratana (1975). All’interno di questa imponente opera collettiva, troviamo voci relative a concetti tipicamente gramsciani, come “blocco storico”, a questioni in cui si riconosce il contributo fondamentale di Gramsci, quali “intellettuali” o “prassi”, e ad argomenti che all’epoca erano oggetto di discussione, a cominciare dagli “apparati ideologici dello Stato” di Althusser. L’opera include anche un primo riconoscimento di aspetti a cui in precedenza era stata accordata una scarsa considerazione, come la “traducibilità”. Tutto ciò si riferisce a una base testuale estremamente eterogenea, che va dall’edizione critica del 1975 e dalla sua (parziale) traduzione francese presso Gallimard, all’edizione tematica Togliatti-Platone e a varie antologie francesi. Inoltre, incorpora riferimenti di seconda mano tratti da una letteratura secondaria altrettanto variegata, dalla storiografia ufficiale del Partito Comunista Italiano agli scritti altamente polemici di Perry Anderson.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1553775
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