Il lavoro avvicina e compara le azioni di due sovrani Maurya, Chandragupta, fondatore della dinastia Maurya, e Aśoka, figlio di suo figlio Bindusāra, muovendo dalla recente edizione commentata degli Indikà di Megastene, e affronta un particolare aspetto della condotta del sovrano, sotto il profilo politico e religioso, nel quadro dei rapporti diplomatici avviati sin dagli inizi della casata. Su questa scorta si propone di considerare la partenza per la caccia di Chandragupta come modello per la partenza di Aśoka per il pellegrinaggio, e tal scopo si affrontano brevemente sia il passo in cui Megastene descrive la partenza del regnanti per la caccia, e collega tale uscita a modelli dionisiaci, rilevando continuità tra le processioni di Alessandro e quelle di tradizione persiana (segnatamente con Artaserse III), sia alcune delle iscrizioni maggiori (Major Rock Edicts II, VIII, XIII) che illustrano la diffusione del Dhamma e l’impegno religioso di Aśoka, testimoniando la transizione dal viaggio di piacere al pellegrinaggio religioso, culminante nella visita alla Bodh Gaya, simbolo della conversione di Aśoka al Buddhismo. In questo modo la trasformazione di un rito tipico delle monarchie orientali come la caccia in un rito religioso è spiegata attraverso la rilettura delle fonti, nel quadro delle relazioni rapporti tra l’India e i dinasti ellenistici, analizzato nella reciprocità degli influssi propri dell’età ellenistica, in relazione alla quale vanno citati i rapporti tra i Maurya e Seleuco I, Antioco I, Antioco II, Tolomeo II, Antigono Gonata, Magas, Alessandro II.

Dalla caccia al pellegrinaggio. Tra Chandragupta e Aśoka

Elena Calandra
In corso di stampa

Abstract

Il lavoro avvicina e compara le azioni di due sovrani Maurya, Chandragupta, fondatore della dinastia Maurya, e Aśoka, figlio di suo figlio Bindusāra, muovendo dalla recente edizione commentata degli Indikà di Megastene, e affronta un particolare aspetto della condotta del sovrano, sotto il profilo politico e religioso, nel quadro dei rapporti diplomatici avviati sin dagli inizi della casata. Su questa scorta si propone di considerare la partenza per la caccia di Chandragupta come modello per la partenza di Aśoka per il pellegrinaggio, e tal scopo si affrontano brevemente sia il passo in cui Megastene descrive la partenza del regnanti per la caccia, e collega tale uscita a modelli dionisiaci, rilevando continuità tra le processioni di Alessandro e quelle di tradizione persiana (segnatamente con Artaserse III), sia alcune delle iscrizioni maggiori (Major Rock Edicts II, VIII, XIII) che illustrano la diffusione del Dhamma e l’impegno religioso di Aśoka, testimoniando la transizione dal viaggio di piacere al pellegrinaggio religioso, culminante nella visita alla Bodh Gaya, simbolo della conversione di Aśoka al Buddhismo. In questo modo la trasformazione di un rito tipico delle monarchie orientali come la caccia in un rito religioso è spiegata attraverso la rilettura delle fonti, nel quadro delle relazioni rapporti tra l’India e i dinasti ellenistici, analizzato nella reciprocità degli influssi propri dell’età ellenistica, in relazione alla quale vanno citati i rapporti tra i Maurya e Seleuco I, Antioco I, Antioco II, Tolomeo II, Antigono Gonata, Magas, Alessandro II.
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