Il rapporto di Paolo VI con i santi e con le reliquie può costituire una chiave di accesso alla sua visione di Chiesa. Muovendo dal radicamento bresciano di Giovanni Battista Montini, si evidenzia come il culto dei santi e la venerazione delle reliquie non rappresentino, nel suo magistero, un ambito periferico o puramente devozionale, ma si collochino al centro di una ecclesiologia storica, liturgica e apostolica. In particolare, vengono analizzati il legame con i santi patroni Faustino e Giovita, la riforma del calendario e delle cause di canonizzazione, il valore attribuito alle reliquie di san Pietro e il significato ecumenico dei gesti compiuti nei confronti di sant’Andrea, san Marco e san Cirillo. Ne emerge la figura di un pontefice che interpreta la santità come forma storica del Vangelo e le reliquie come segni concreti della memoria viva della Chiesa.
Paolo VI, i santi e le reliquie. Memoria apostolica, identità ecclesiale e umanesimo cristiano
simona negruzzo
2026-01-01
Abstract
Il rapporto di Paolo VI con i santi e con le reliquie può costituire una chiave di accesso alla sua visione di Chiesa. Muovendo dal radicamento bresciano di Giovanni Battista Montini, si evidenzia come il culto dei santi e la venerazione delle reliquie non rappresentino, nel suo magistero, un ambito periferico o puramente devozionale, ma si collochino al centro di una ecclesiologia storica, liturgica e apostolica. In particolare, vengono analizzati il legame con i santi patroni Faustino e Giovita, la riforma del calendario e delle cause di canonizzazione, il valore attribuito alle reliquie di san Pietro e il significato ecumenico dei gesti compiuti nei confronti di sant’Andrea, san Marco e san Cirillo. Ne emerge la figura di un pontefice che interpreta la santità come forma storica del Vangelo e le reliquie come segni concreti della memoria viva della Chiesa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


