Questo contributo analizza il ruolo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) quali «facilitatori» e «attivatori di diritti» per garantire la piena inclusione sociale e l'accessibilità delle persone con disabilità. Attraverso la lente del diritto internazionale, lo studio ricostruisce l'evoluzione dell'accessibilità digitale, passata da mera misura di disability policy a specifico diritto soggettivo incondizionato e principio interpretativo generale, così come sancito dall'art. 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) del 2006. A fronte dei dati allarmanti del Rapporto UNDESA del 2024, che evidenziano un grave ritardo complessivo nell'attuazione dell'Agenda 2030 e il mancato raggiungimento del target 9.c sulla connettività universale, l'articolo rimarca l'urgenza di una decisa accelerazione. In questo scenario si collocano i recenti impegni globali assunti con il "Patto per il futuro" e il "Global Digital Compact" del settembre 2024, volti a strutturare una cooperazione digitale e una governance dell'intelligenza artificiale (IA) inclusive, sicure e ancorate al rispetto dei diritti umani, valorizzando un approccio partecipativo multi-stakeholder. Infine, il saggio illustra la traduzione concreta di questi standard internazionali a livello locale tramite il progetto di ricerca applicata «RISID» finanziato da Fondazione Cariplo di cui l'autrice era principal investigator (PI) per l'Università di Pavia. Sviluppato secondo la metodologia partecipativa «da, per e con le persone con disabilità», il progetto ha condotto alla realizzazione dell'applicazione di navigazione indoor «SI@unipv» basata su radiofari (e-beacon), proponendosi come un innovativo modello di accomodamento ragionevole per l'abbattimento delle barriere fisiche e informative negli edifici storici.

Tecnologie digitali per l’accessibilità: l’urgenza di accelerare la realizzazione degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile in modo inclusivo

Carola Ricci
2024-01-01

Abstract

Questo contributo analizza il ruolo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) quali «facilitatori» e «attivatori di diritti» per garantire la piena inclusione sociale e l'accessibilità delle persone con disabilità. Attraverso la lente del diritto internazionale, lo studio ricostruisce l'evoluzione dell'accessibilità digitale, passata da mera misura di disability policy a specifico diritto soggettivo incondizionato e principio interpretativo generale, così come sancito dall'art. 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) del 2006. A fronte dei dati allarmanti del Rapporto UNDESA del 2024, che evidenziano un grave ritardo complessivo nell'attuazione dell'Agenda 2030 e il mancato raggiungimento del target 9.c sulla connettività universale, l'articolo rimarca l'urgenza di una decisa accelerazione. In questo scenario si collocano i recenti impegni globali assunti con il "Patto per il futuro" e il "Global Digital Compact" del settembre 2024, volti a strutturare una cooperazione digitale e una governance dell'intelligenza artificiale (IA) inclusive, sicure e ancorate al rispetto dei diritti umani, valorizzando un approccio partecipativo multi-stakeholder. Infine, il saggio illustra la traduzione concreta di questi standard internazionali a livello locale tramite il progetto di ricerca applicata «RISID» finanziato da Fondazione Cariplo di cui l'autrice era principal investigator (PI) per l'Università di Pavia. Sviluppato secondo la metodologia partecipativa «da, per e con le persone con disabilità», il progetto ha condotto alla realizzazione dell'applicazione di navigazione indoor «SI@unipv» basata su radiofari (e-beacon), proponendosi come un innovativo modello di accomodamento ragionevole per l'abbattimento delle barriere fisiche e informative negli edifici storici.
2024
979-12-211-6208-0
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1555949
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact