Il saggio analizza la centralità del cinema in «Tempo» (1939-1943), rotocalco diretto da Alberto Mondadori che rivoluzionò l'editoria italiana subordinando il testo alla forza delle immagini. Grazie alla grafica di Bruno Munari e all'uso del fototesto, la rivista trasformò i reportage in veri e propri "piccoli film", contribuendo alla trasformazione del pubblico da tradizionali lettori a moderni "lettori-spettatori". La rubrica critica, inizialmente affidata a Cesare Zavattini, sostenne i generi popolari , invocando un rinnovamento in senso realistico della scena cinematografica nazionale. Il fulcro dell'innovazione risiedeva però nei servizi fotogiornalistici sul set realizzati da Federico Patellani. Il fotografo documentò la vita di Cinecittà (dai registi al lavoro alle maestranze) e, attraverso sequenze ravvicinate in rapida successione - come nel celebre servizio sul volto del divo Osvaldo Valenti -, applicò su carta le teorie cinematografiche del primo piano di Béla Balázs.
L’occhio del «Tempo». Il cinema nel rotocalco di Alberto Mondadori
MOSCONI ELENA
2025-01-01
Abstract
Il saggio analizza la centralità del cinema in «Tempo» (1939-1943), rotocalco diretto da Alberto Mondadori che rivoluzionò l'editoria italiana subordinando il testo alla forza delle immagini. Grazie alla grafica di Bruno Munari e all'uso del fototesto, la rivista trasformò i reportage in veri e propri "piccoli film", contribuendo alla trasformazione del pubblico da tradizionali lettori a moderni "lettori-spettatori". La rubrica critica, inizialmente affidata a Cesare Zavattini, sostenne i generi popolari , invocando un rinnovamento in senso realistico della scena cinematografica nazionale. Il fulcro dell'innovazione risiedeva però nei servizi fotogiornalistici sul set realizzati da Federico Patellani. Il fotografo documentò la vita di Cinecittà (dai registi al lavoro alle maestranze) e, attraverso sequenze ravvicinate in rapida successione - come nel celebre servizio sul volto del divo Osvaldo Valenti -, applicò su carta le teorie cinematografiche del primo piano di Béla Balázs.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


