Il saggio analizza il fondo cinematografico della Fondazione Opera di Terra Santa, depositato nel 2020 presso la Cineteca di Milano e composto da circa trenta pellicole realizzate tra il 1948 e il 1984. Attraverso un meticoloso lavoro di restauro fisico e digitale, viene messa in luce l'eterogeneità di formati, forme produttive, pubblico e manipolazione dei materiali che caratterizzano il corpus audiovisivo. Lo studio inserisce la produzione dei Francescani all'interno della più ampia storia del "cinema missionario", evidenziandone tuttavia l'eccezionalità: se da un lato essa condivide la pragmatica del "cinema utile" a scopo educativo e pedagogico, dall'altro si distingue per un'insolita intraprendenza imprenditoriale e per l'impiego di troupe e tecnologie professionali. Padre Alfonso Calabrese, figura chiave di questa transizione negli anni Cinquanta, si segnala per la capacità di dialogare con le istituzioni pubbliche, con la Rai e con importanti festival internazionali. Il saggio approfondisce infine il caso emblematico del lungometraggio Ritorno alle sorgenti (1964), diretto da Rinaldo Dal Fabbro in occasione dello storico pellegrinaggio di Paolo VI: un film che offre una narrazione alternativa rispetto ai media ufficiali dell'epoca, spostando l'asse del discorso dall'evento politico-televisivo alla testimonianza secolare e spirituale dei frati custodi nei luoghi santi.
Custodire luoghi, custodire immagini: l'archivio audiovisivo della Fondazione Terra Santa
MOSCONI ELENA
;PIREDDA MARIA FRANCESCA
;
2024-01-01
Abstract
Il saggio analizza il fondo cinematografico della Fondazione Opera di Terra Santa, depositato nel 2020 presso la Cineteca di Milano e composto da circa trenta pellicole realizzate tra il 1948 e il 1984. Attraverso un meticoloso lavoro di restauro fisico e digitale, viene messa in luce l'eterogeneità di formati, forme produttive, pubblico e manipolazione dei materiali che caratterizzano il corpus audiovisivo. Lo studio inserisce la produzione dei Francescani all'interno della più ampia storia del "cinema missionario", evidenziandone tuttavia l'eccezionalità: se da un lato essa condivide la pragmatica del "cinema utile" a scopo educativo e pedagogico, dall'altro si distingue per un'insolita intraprendenza imprenditoriale e per l'impiego di troupe e tecnologie professionali. Padre Alfonso Calabrese, figura chiave di questa transizione negli anni Cinquanta, si segnala per la capacità di dialogare con le istituzioni pubbliche, con la Rai e con importanti festival internazionali. Il saggio approfondisce infine il caso emblematico del lungometraggio Ritorno alle sorgenti (1964), diretto da Rinaldo Dal Fabbro in occasione dello storico pellegrinaggio di Paolo VI: un film che offre una narrazione alternativa rispetto ai media ufficiali dell'epoca, spostando l'asse del discorso dall'evento politico-televisivo alla testimonianza secolare e spirituale dei frati custodi nei luoghi santi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


