Il contributo analizza il linguaggio armonico di Béla Bartók alla luce della complessa interazione tra principi diatonici e cromatici, due prospettive che hanno orientato in modo spesso contrapposto la ricezione teorico-analitica della sua musica. Dopo una ricognizione dello stato degli studi sull’organizzazione delle altezze in Bartók, il saggio evidenzia il progressivo superamento delle interpretazioni fondate sull’alternativa tra un sistema modale derivato dalla tradizione popolare e un sistema cromatico di matrice tardo-romantica, proponendo una prospettiva integrata capace di cogliere la compresenza di diversi sistemi di organizzazione dello spazio sonoro. A partire dalle riflessioni teoriche dello stesso compositore e dal confronto con alcune delle principali prospettive analitiche contemporanee, il contributo discute il concetto di “sistema di sistemi” e le molteplici relazioni tra collezioni di altezze, cicli intervallari, strutture armoniche e processi trasformazionali. Particolare attenzione è dedicata alla dimensione verticale dell’armonia bartókiana, analizzata attraverso le proprietà intervallari e simmetriche degli aggregati e attraverso il rapporto tra configurazioni armoniche, registro e articolazione formale. La seconda parte del saggio applica tale prospettiva al Divertimento per orchestra d’archi (1939), opera tarda nella quale confluiscono e si ridefiniscono numerose tendenze della scrittura bartókiana. L’analisi mostra come la dialettica tra dimensione diatonica e cromatica si manifesti non soltanto nella costruzione degli spazi armonici, ma anche nei processi di germinazione motivica: cellule intervallari elementari vengono sottoposte a trasposizione, inversione, retrogradazione e trasformazioni simmetriche, generando continuità organica tra i diversi movimenti. Attraverso l’integrazione di prospettive armoniche, formali e motiviche, il contributo propone una lettura del linguaggio bartókiano come sistema dinamico nel quale collezioni di altezze, aggregati e trasformazioni tematiche concorrono alla definizione della forma musicale.
I molteplici volti dell’armonia bartókiana 192 tra cromatismo e diatonismo
Ingrid Pustijanac
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il linguaggio armonico di Béla Bartók alla luce della complessa interazione tra principi diatonici e cromatici, due prospettive che hanno orientato in modo spesso contrapposto la ricezione teorico-analitica della sua musica. Dopo una ricognizione dello stato degli studi sull’organizzazione delle altezze in Bartók, il saggio evidenzia il progressivo superamento delle interpretazioni fondate sull’alternativa tra un sistema modale derivato dalla tradizione popolare e un sistema cromatico di matrice tardo-romantica, proponendo una prospettiva integrata capace di cogliere la compresenza di diversi sistemi di organizzazione dello spazio sonoro. A partire dalle riflessioni teoriche dello stesso compositore e dal confronto con alcune delle principali prospettive analitiche contemporanee, il contributo discute il concetto di “sistema di sistemi” e le molteplici relazioni tra collezioni di altezze, cicli intervallari, strutture armoniche e processi trasformazionali. Particolare attenzione è dedicata alla dimensione verticale dell’armonia bartókiana, analizzata attraverso le proprietà intervallari e simmetriche degli aggregati e attraverso il rapporto tra configurazioni armoniche, registro e articolazione formale. La seconda parte del saggio applica tale prospettiva al Divertimento per orchestra d’archi (1939), opera tarda nella quale confluiscono e si ridefiniscono numerose tendenze della scrittura bartókiana. L’analisi mostra come la dialettica tra dimensione diatonica e cromatica si manifesti non soltanto nella costruzione degli spazi armonici, ma anche nei processi di germinazione motivica: cellule intervallari elementari vengono sottoposte a trasposizione, inversione, retrogradazione e trasformazioni simmetriche, generando continuità organica tra i diversi movimenti. Attraverso l’integrazione di prospettive armoniche, formali e motiviche, il contributo propone una lettura del linguaggio bartókiano come sistema dinamico nel quale collezioni di altezze, aggregati e trasformazioni tematiche concorrono alla definizione della forma musicale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


