Il contributo indaga la produzione orchestrale di Giampaolo Coral tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, con particolare attenzione alla progressiva definizione di una poetica fondata sull’interazione tra struttura, gesto compositivo ed espressione. Attraverso l’analisi di opere quali Requiem per Jan Palach e altri (1969), Magnificat (1971) e Concerto per orchestra, il contributo ricostruisce alcune traiettorie di sviluppo della scrittura per grande organico nella fase della prima maturità del compositore. L’indagine si concentra sulle modalità attraverso cui materiali sonori, configurazioni timbriche, articolazioni ritmiche e processi formali assumono funzioni strutturali ed espressive. Particolare attenzione è dedicata alla progressiva emancipazione del timbro come principio organizzativo, alla polistratificazione dei materiali orchestrali e al ruolo del gesto ritmico nella costruzione della forma, in dialogo con alcune esperienze della musica contemporanea internazionale del secondo Novecento. Attraverso l’analisi delle opere orchestrali degli anni Settanta, si mette in luce il percorso di individuazione di un linguaggio personale, nel quale memoria delle tradizioni novecentesche, ricerca timbrica e nuove concezioni dello spazio sonoro concorrono alla definizione di una specifica soggettività compositiva.
«Cronaca di un viaggio»: tracce di soggettività nelle opere orchestrali degli anni Settanta di Giampaolo Coral
ingrid pustijanac
In corso di stampa
Abstract
Il contributo indaga la produzione orchestrale di Giampaolo Coral tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, con particolare attenzione alla progressiva definizione di una poetica fondata sull’interazione tra struttura, gesto compositivo ed espressione. Attraverso l’analisi di opere quali Requiem per Jan Palach e altri (1969), Magnificat (1971) e Concerto per orchestra, il contributo ricostruisce alcune traiettorie di sviluppo della scrittura per grande organico nella fase della prima maturità del compositore. L’indagine si concentra sulle modalità attraverso cui materiali sonori, configurazioni timbriche, articolazioni ritmiche e processi formali assumono funzioni strutturali ed espressive. Particolare attenzione è dedicata alla progressiva emancipazione del timbro come principio organizzativo, alla polistratificazione dei materiali orchestrali e al ruolo del gesto ritmico nella costruzione della forma, in dialogo con alcune esperienze della musica contemporanea internazionale del secondo Novecento. Attraverso l’analisi delle opere orchestrali degli anni Settanta, si mette in luce il percorso di individuazione di un linguaggio personale, nel quale memoria delle tradizioni novecentesche, ricerca timbrica e nuove concezioni dello spazio sonoro concorrono alla definizione di una specifica soggettività compositiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


