Il contributo propone una lettura della chiesa della Madonna dei Poveri a Milano, progettata da Luigi Figini e Gino Pollini, mettendo in evidenza il rapporto tra struttura, materia, luce e costruzione dello spazio sacro. L’edificio è interpretato attraverso la sequenza degli elementi costruttivi e delle percezioni che accompagnano il visitatore, dalla dimensione urbana all’interno della chiesa. Il carattere essenziale dell’architettura, l’uso del cemento armato e il ruolo della luce concorrono alla definizione di uno spazio in cui tecnica e dimensione simbolica si integrano, restituendo una delle esperienze più significative dell’architettura religiosa italiana del secondo Novecento.
Incontri ravvicinati
c. Berizzi;A. Benkhadra
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone una lettura della chiesa della Madonna dei Poveri a Milano, progettata da Luigi Figini e Gino Pollini, mettendo in evidenza il rapporto tra struttura, materia, luce e costruzione dello spazio sacro. L’edificio è interpretato attraverso la sequenza degli elementi costruttivi e delle percezioni che accompagnano il visitatore, dalla dimensione urbana all’interno della chiesa. Il carattere essenziale dell’architettura, l’uso del cemento armato e il ruolo della luce concorrono alla definizione di uno spazio in cui tecnica e dimensione simbolica si integrano, restituendo una delle esperienze più significative dell’architettura religiosa italiana del secondo Novecento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


