Che cos’è un canone? Perché se ne discute così tanto? Come mai ogni nuovo canone dà luogo a un controcanone? Ammesso che sia possibile definire il concetto in modo condivisibile, quale utilità può avere l’uso del termine in qualsivoglia ambito disciplinare? Incluso quello musicologico, nel quale si può notare una certa propensione a dare per scontato il concetto, non importa se per sostenerlo o stigmatizzarlo. Non è questo il caso del più noto e controverso dei canoni, quello letterario occidentale di Harold Bloom, punto d’avvio della presente riflessione, incentrata su quegli studiosi che più di altri si sono impegnati a definire, ricostruire o decostruire ora il Canone della musica d’arte occidentale (Weber e Powers, con più saltuari riferimenti a Dahlhaus, Kerman, Di Benedetto e Giani), ora il Canone della canzone d’autore (Tomatis sulla scia di Santoro). Col loro aiuto l'autore, più che sciogliere più d'un persistente dubbio, si prefigge di chiarirne almeno le ragioni di fondo.
Contro canoni e controcanoni
Stefano La Via
2026-01-01
Abstract
Che cos’è un canone? Perché se ne discute così tanto? Come mai ogni nuovo canone dà luogo a un controcanone? Ammesso che sia possibile definire il concetto in modo condivisibile, quale utilità può avere l’uso del termine in qualsivoglia ambito disciplinare? Incluso quello musicologico, nel quale si può notare una certa propensione a dare per scontato il concetto, non importa se per sostenerlo o stigmatizzarlo. Non è questo il caso del più noto e controverso dei canoni, quello letterario occidentale di Harold Bloom, punto d’avvio della presente riflessione, incentrata su quegli studiosi che più di altri si sono impegnati a definire, ricostruire o decostruire ora il Canone della musica d’arte occidentale (Weber e Powers, con più saltuari riferimenti a Dahlhaus, Kerman, Di Benedetto e Giani), ora il Canone della canzone d’autore (Tomatis sulla scia di Santoro). Col loro aiuto l'autore, più che sciogliere più d'un persistente dubbio, si prefigge di chiarirne almeno le ragioni di fondo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


