Il contributo legge l’idea di progresso attraverso il mito di Prometeo, il titano filantropo che dona agli uomini il fuoco e la tecnica e paga questo dono con una pena eterna. Il mito contiene già tutte le accezioni del progresso, archetipico, sociale e storico, e ne mostra fin dall’origine il costo: ogni conquista è una disobbedienza all’ordine divino e porta con sé una sofferenza. Il racconto platonico di Epimeteo, che dimentica l’uomo nella distribuzione delle facoltà naturali, e quello esiodeo di Pandora, rovescio strutturale del dono prometeico, completano il quadro. Il saggio ripercorre poi la fortuna del mito, da Bacone a Mary Shelley, e la tradizione antiprometeica di Cioran, Bachelard e Leopardi, fino allo «scatenamento di Prometeo» di Hans Jonas e alla responsabilità dell’uomo nell’Antropocene. Conclude che reinventare Prometeo oggi non significa celebrare la tecnica, ma riassumere consapevolmente il costo che ogni conquista comporta.
Prometeo e il senso della storia. Il mito del progresso fra dono e maledizione
Giovanni Battista, Magnoli Bocchi
2026-01-01
Abstract
Il contributo legge l’idea di progresso attraverso il mito di Prometeo, il titano filantropo che dona agli uomini il fuoco e la tecnica e paga questo dono con una pena eterna. Il mito contiene già tutte le accezioni del progresso, archetipico, sociale e storico, e ne mostra fin dall’origine il costo: ogni conquista è una disobbedienza all’ordine divino e porta con sé una sofferenza. Il racconto platonico di Epimeteo, che dimentica l’uomo nella distribuzione delle facoltà naturali, e quello esiodeo di Pandora, rovescio strutturale del dono prometeico, completano il quadro. Il saggio ripercorre poi la fortuna del mito, da Bacone a Mary Shelley, e la tradizione antiprometeica di Cioran, Bachelard e Leopardi, fino allo «scatenamento di Prometeo» di Hans Jonas e alla responsabilità dell’uomo nell’Antropocene. Conclude che reinventare Prometeo oggi non significa celebrare la tecnica, ma riassumere consapevolmente il costo che ogni conquista comporta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


