Il contributo innovativo del volume è legato al suo carattere interdisciplinare, tra filosofia teoretica, estetica, filosofia delle scienze umane: riguarda infatti sia la teoria filosofica ed estetica dell’immagine, sia le categorie delle scienze umane, per le quali viene perfezionata qui la proposta di un modello relativo alla costruzione dell’oggetto in scienze umane (modello dell’oggettivazione attraverso procedure “finzionali”), che fa riferimento allo schematismo kantiano e ai concetti wittgensteiniani di sehen als e di Aspekt. Il volume si interroga sulla continuità tra sensibilità e intelligenza, assumendo l’etimologia della parola aisthesis in quanto “percezione con i sensi, o con l’intelligenza”. L’ipotesi teorica, cui è dedicata la prima parte del volume, è che la continuità tra sensi e pensiero sia consegnata all’immaginazione, considerata come attività che è ad un tempo ricettiva e produttiva (con una rilettura originale del problema kantiano della radice comune al senso e all’intelletto). Le immagini possono rendere conto del nesso tra passione e azione, tra l’aspetto rivelativo (venire da) e l’aspetto creativo (andare verso) di cui vive la nostra esperienza del senso. La seconda parte del volume applica la questione teorica della radice sensibile del pensiero in esempi presi dall’arte, in particolare dalla pittura e dalla letteratura. L’analisi verte sulla natura sensibile e immaginativa di diverse esperienze artistiche, in cui le immagini mostrano la propria forza conoscitiva. Vengono analizzati modelli del processo creativo, visto come esperienza di carattere psicologico, cognitivo e ontologico; vengono poi interrogate l’esperienza del vedere e dell’immaginare in pittura, le possibili descrizioni letterarie del corpo senziente, le rappresentazioni artistiche dell’esperienza spaesante del fantastico – tra Bacon, Caravaggio, Klee, Calvino, Füssli, Manganelli.

Filosofia dei sensi. Estetica del pensiero tra filosofia, arte e letteratura

BORUTTI, SILVANA
2006

Abstract

Il contributo innovativo del volume è legato al suo carattere interdisciplinare, tra filosofia teoretica, estetica, filosofia delle scienze umane: riguarda infatti sia la teoria filosofica ed estetica dell’immagine, sia le categorie delle scienze umane, per le quali viene perfezionata qui la proposta di un modello relativo alla costruzione dell’oggetto in scienze umane (modello dell’oggettivazione attraverso procedure “finzionali”), che fa riferimento allo schematismo kantiano e ai concetti wittgensteiniani di sehen als e di Aspekt. Il volume si interroga sulla continuità tra sensibilità e intelligenza, assumendo l’etimologia della parola aisthesis in quanto “percezione con i sensi, o con l’intelligenza”. L’ipotesi teorica, cui è dedicata la prima parte del volume, è che la continuità tra sensi e pensiero sia consegnata all’immaginazione, considerata come attività che è ad un tempo ricettiva e produttiva (con una rilettura originale del problema kantiano della radice comune al senso e all’intelletto). Le immagini possono rendere conto del nesso tra passione e azione, tra l’aspetto rivelativo (venire da) e l’aspetto creativo (andare verso) di cui vive la nostra esperienza del senso. La seconda parte del volume applica la questione teorica della radice sensibile del pensiero in esempi presi dall’arte, in particolare dalla pittura e dalla letteratura. L’analisi verte sulla natura sensibile e immaginativa di diverse esperienze artistiche, in cui le immagini mostrano la propria forza conoscitiva. Vengono analizzati modelli del processo creativo, visto come esperienza di carattere psicologico, cognitivo e ontologico; vengono poi interrogate l’esperienza del vedere e dell’immaginare in pittura, le possibili descrizioni letterarie del corpo senziente, le rappresentazioni artistiche dell’esperienza spaesante del fantastico – tra Bacon, Caravaggio, Klee, Calvino, Füssli, Manganelli.
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