Il solido rapporto amicale di Salvemini con i compagni degli anni universitari (da Ugo Guido Mondolfo al fratello Rodolfo, da Cesare Battisti a Ernesta Bittanti Battisti), rivisitato alla luce di un ricco carteggio parzialmente inedito, consente di seguire l’itinerario di tutti i componenti del piccolo gruppo, che si riuniva in via Lungo il Mugnone, dal loro comune approdo al socialismo negli anni ’90 dell’Ottocento, alla funzione costante di incitamento e di stimolo che per tutto l’arco della loro esistenza avrebbero svolto l’uno sull’altro, con risultati finora misconosciuti, soprattutto su tante scelte ideali e politiche salveminiane. Così, al di là dell’alto valore simbolico e dell’eredità morale, duratura e profonda, lasciata dal martirio di Cesare Battisti, l’amicizia con Ugo Guido Mondolfo si rivela per Salvemini una guida preziosa, capace non solo di ridimensionare certi apprezzamenti, tanto entusiastici, quanto impulsivi e poco meditati, da lui formulati su Mussolini, ma anche di porre in discussione la linea programmatica della sua testata, “L’Unità”, che troppo attenta ai problemi contingenti della vita nazionale, rischiava di arenarsi nelle secche di un “concretismo”, estraneo a ogni afflato etico morale, e per perdere di vista i più ampi orizzonti ideali, che la comune formazione alla scuola di Villari aveva loro indicato. D’altra parte, la forte personalità di Ernesta Bittanti Battisti (non ancora sufficientemente indagata in sede storiografica), sempre considerata da Salvemini “la più colta del gruppo”, svolge su di lui un ruolo, altrettanto importante, di critica costruttiva e sferzante, sia sul piano della riflessione teorica e della fermezza ideologica, sia sul versante dell’azione (ivi compresa quella volta a un impegno storiografico coerentemente militante), che gli consente di rimanere fedele ai valori del Risorgimento democratico e di cercare proprio in essi la carica volontaristica e la “forza di rinnovamento” anche dopo la lunga e sofferta esperienza mussoliniana.

Quelle serate in via Lungo il Mugnone. Salvemini e gli amici degli anni universitari

ANGELINI, GIOVANNA
2007

Abstract

Il solido rapporto amicale di Salvemini con i compagni degli anni universitari (da Ugo Guido Mondolfo al fratello Rodolfo, da Cesare Battisti a Ernesta Bittanti Battisti), rivisitato alla luce di un ricco carteggio parzialmente inedito, consente di seguire l’itinerario di tutti i componenti del piccolo gruppo, che si riuniva in via Lungo il Mugnone, dal loro comune approdo al socialismo negli anni ’90 dell’Ottocento, alla funzione costante di incitamento e di stimolo che per tutto l’arco della loro esistenza avrebbero svolto l’uno sull’altro, con risultati finora misconosciuti, soprattutto su tante scelte ideali e politiche salveminiane. Così, al di là dell’alto valore simbolico e dell’eredità morale, duratura e profonda, lasciata dal martirio di Cesare Battisti, l’amicizia con Ugo Guido Mondolfo si rivela per Salvemini una guida preziosa, capace non solo di ridimensionare certi apprezzamenti, tanto entusiastici, quanto impulsivi e poco meditati, da lui formulati su Mussolini, ma anche di porre in discussione la linea programmatica della sua testata, “L’Unità”, che troppo attenta ai problemi contingenti della vita nazionale, rischiava di arenarsi nelle secche di un “concretismo”, estraneo a ogni afflato etico morale, e per perdere di vista i più ampi orizzonti ideali, che la comune formazione alla scuola di Villari aveva loro indicato. D’altra parte, la forte personalità di Ernesta Bittanti Battisti (non ancora sufficientemente indagata in sede storiografica), sempre considerata da Salvemini “la più colta del gruppo”, svolge su di lui un ruolo, altrettanto importante, di critica costruttiva e sferzante, sia sul piano della riflessione teorica e della fermezza ideologica, sia sul versante dell’azione (ivi compresa quella volta a un impegno storiografico coerentemente militante), che gli consente di rimanere fedele ai valori del Risorgimento democratico e di cercare proprio in essi la carica volontaristica e la “forza di rinnovamento” anche dopo la lunga e sofferta esperienza mussoliniana.
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