Il dibattito dottrinale, ormai da tempo, si è soffermato sui problemi gestionali che i musei quotidianamente devono affrontare. Malgrado la ritrosia verso le conoscenze tecniche manifestata dai soggetti operanti nel “mondo” della cultura, si è constatata, almeno in ambito museale, una certa apertura all’innovazione di processo, con particolare riguardo all’adozione di strumenti di misurazione e di modelli di rendicontazione del valore “creato”. La mancanza di normative o prassi contabili a ciò indirizzate ha offerto l’opportunità agli “etnografi aziendali” di poter contribuire a colmare tale lacuna. La presente monografia si inserisce in questa direttrice di analisi. Lo studio etnografico che abbiamo effettuato consente di descrivere e di comprendere “da vicino” l’azienda museo. Tale approccio di studio è stato assunto nell’analisi di due case studies: il Complesso Museale del “Santa Maria della Scala” di Siena ed il “Tyne & Wear Museums” attivo nella Regione nord-orientale dell’Inghilterra (Northumberland). Nel primo dei casi sopra citati emerge il ruolo dell’etnografo come “costruttore” di “nuova” conoscenza di tipo tecnico-contabile, mediante la predisposizione del modello BSC e di un rendiconto del valore “creato” dal museo senese. Nell’esperienza dell’istituzione museale britannica, invece, l’approccio etnografico ha assunto una valenza descrittiva, con l’obiettivo di comprendere, più intimamente, la “cultura del controllo” che caratterizza un contesto culturale in cui la misura e la rendicontazione del valore “creato” dai musei rappresentano da tempo un pratica istituzionalizzata.

L’approccio etnografico all’attività dei musei

MAGLIACANI, MICHELA
2008

Abstract

Il dibattito dottrinale, ormai da tempo, si è soffermato sui problemi gestionali che i musei quotidianamente devono affrontare. Malgrado la ritrosia verso le conoscenze tecniche manifestata dai soggetti operanti nel “mondo” della cultura, si è constatata, almeno in ambito museale, una certa apertura all’innovazione di processo, con particolare riguardo all’adozione di strumenti di misurazione e di modelli di rendicontazione del valore “creato”. La mancanza di normative o prassi contabili a ciò indirizzate ha offerto l’opportunità agli “etnografi aziendali” di poter contribuire a colmare tale lacuna. La presente monografia si inserisce in questa direttrice di analisi. Lo studio etnografico che abbiamo effettuato consente di descrivere e di comprendere “da vicino” l’azienda museo. Tale approccio di studio è stato assunto nell’analisi di due case studies: il Complesso Museale del “Santa Maria della Scala” di Siena ed il “Tyne & Wear Museums” attivo nella Regione nord-orientale dell’Inghilterra (Northumberland). Nel primo dei casi sopra citati emerge il ruolo dell’etnografo come “costruttore” di “nuova” conoscenza di tipo tecnico-contabile, mediante la predisposizione del modello BSC e di un rendiconto del valore “creato” dal museo senese. Nell’esperienza dell’istituzione museale britannica, invece, l’approccio etnografico ha assunto una valenza descrittiva, con l’obiettivo di comprendere, più intimamente, la “cultura del controllo” che caratterizza un contesto culturale in cui la misura e la rendicontazione del valore “creato” dai musei rappresentano da tempo un pratica istituzionalizzata.
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