Il saggio fa emergere le tappe della risoperta dell'antico da parte di Pasolini, folgorato dappprima, tra il 1959 e il 1960, dalla traduzione dell'Orestea di Eschilo che gli era stata commissionata dal Teatro poplare italiano, poi attratto da Sofocle e dal teatro attico, contrapposto alla chiacchiera del suo presente, infine approdato, con Medea, all'elogio della barbarie come condizione di autenticità. Lo studio ripercorre i filoni pasoliniani più intrecciati che paralleli di scoperta dell'antico e impegno nel presente.

'La storia incomincia là dove finisce'. Fascinazione per l'antico e impegno nel presente

BELTRAMETTI, ANNA ALBERTINA
2012-01-01

Abstract

Il saggio fa emergere le tappe della risoperta dell'antico da parte di Pasolini, folgorato dappprima, tra il 1959 e il 1960, dalla traduzione dell'Orestea di Eschilo che gli era stata commissionata dal Teatro poplare italiano, poi attratto da Sofocle e dal teatro attico, contrapposto alla chiacchiera del suo presente, infine approdato, con Medea, all'elogio della barbarie come condizione di autenticità. Lo studio ripercorre i filoni pasoliniani più intrecciati che paralleli di scoperta dell'antico e impegno nel presente.
2012
9788890705700
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/580668
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