Spesso, l’espressione “uso del suolo” fa pensare ad un uso agricolo. Basti pensare a due fra le principali basi di indagine territoriale del Novecento: i censimenti dell’ISTAT precedenti il 1991 e la Carta della Utilizzazione del Suolo d’Italia con le relative Memorie illustrative (Colamonico, 1956-63 e Colamonico, Corna Pellegrini, Pracchi, Beretta e Migliorini, 1956-1980). Per quanto riguarda l’ISTAT, sino al 1981 compreso, i censimenti relativi all’agricoltura e quelli relativi alla popolazione non recano dati sull’estensione della superficie urbanizzata. Chi volesse, pertanto, ricavare dati relativi alla superficie urbanizzata dei comuni, prima del 1991, dovrà rivolgersi ai vari UTE delle Province. Quando si parla di uso urbano del suolo, si tende ad utilizzare l’espressione “consumo” (del suolo o dello spazio): evidentemente l’ecologismo ha lasciato segni.. Non v’è nulla di strano, dal momento che il rapporto uomo-suolo è nato con lo sfruttamento agricolo del suolo, considerando che furono le attività agricole a rendere stanziali le popolazioni nomadi. Lo stesso “Catasto”, nella memoria storica dei nostri genitori e progenitori, è “catasto terreni”. Sarà, dunque, da considerarsi naturale il fatto che una delle principali opere cartografiche del Novecento (appunto la Carta della Utilizzazione del Suolo d’Italia) sia prodotta sotto l’egida della Direzione Generale del Catasto (oltre che del C.N.R). Orbene, se si osserva anche superficialmente la legenda di quest’opera, si noterà come, dei 21 simboli a colori, 19 siano relativi all’uso agricolo e solo uno riguardi l’uso urbano. Il ventunesimo simbolo (“Insediamenti ed altre forme di utilizzazione”) indica, comunque, solo le costruzioni urbane, le infrastrutture essendo indicate nella carta, ma non specificamente richiamate in legenda. Il suolo è, quindi, suolo agricolo, terreno o “terra”, come dicono i contadini. La Memoria illustrativa della Carta della Utilizzazione del Suolo in Lombardia, è organizzata da Pracchi con una scansione che insiste sulla funzione di questa carta come descrizione dell’uso agricolo e del relativo paesaggio. La preziosità della Carta della Utilizzazione si può facilmente dimostrare con alcuni esemplificativi confronti fra alcuni suoi fogli e una recente carta stradale del TCI alla quale si può agilmente affiancare la lettura di brani della celebre “Guida rossa” (TCI). Infatti, il vero pregio di questa carta sta nel fatto che, la sua base di partenza essendo una delle più diffuse carte stradali del TCI, v’è un discreto e continuo aggiornamento delle informazioni relative agl’insediamenti e alle infrastrutture.

La Carta della Utilizzazione del Suolo d’Italia e la Lombardia: dalla tradizione al futuro

CANDURA, ANNA ROSA
2002

Abstract

Spesso, l’espressione “uso del suolo” fa pensare ad un uso agricolo. Basti pensare a due fra le principali basi di indagine territoriale del Novecento: i censimenti dell’ISTAT precedenti il 1991 e la Carta della Utilizzazione del Suolo d’Italia con le relative Memorie illustrative (Colamonico, 1956-63 e Colamonico, Corna Pellegrini, Pracchi, Beretta e Migliorini, 1956-1980). Per quanto riguarda l’ISTAT, sino al 1981 compreso, i censimenti relativi all’agricoltura e quelli relativi alla popolazione non recano dati sull’estensione della superficie urbanizzata. Chi volesse, pertanto, ricavare dati relativi alla superficie urbanizzata dei comuni, prima del 1991, dovrà rivolgersi ai vari UTE delle Province. Quando si parla di uso urbano del suolo, si tende ad utilizzare l’espressione “consumo” (del suolo o dello spazio): evidentemente l’ecologismo ha lasciato segni.. Non v’è nulla di strano, dal momento che il rapporto uomo-suolo è nato con lo sfruttamento agricolo del suolo, considerando che furono le attività agricole a rendere stanziali le popolazioni nomadi. Lo stesso “Catasto”, nella memoria storica dei nostri genitori e progenitori, è “catasto terreni”. Sarà, dunque, da considerarsi naturale il fatto che una delle principali opere cartografiche del Novecento (appunto la Carta della Utilizzazione del Suolo d’Italia) sia prodotta sotto l’egida della Direzione Generale del Catasto (oltre che del C.N.R). Orbene, se si osserva anche superficialmente la legenda di quest’opera, si noterà come, dei 21 simboli a colori, 19 siano relativi all’uso agricolo e solo uno riguardi l’uso urbano. Il ventunesimo simbolo (“Insediamenti ed altre forme di utilizzazione”) indica, comunque, solo le costruzioni urbane, le infrastrutture essendo indicate nella carta, ma non specificamente richiamate in legenda. Il suolo è, quindi, suolo agricolo, terreno o “terra”, come dicono i contadini. La Memoria illustrativa della Carta della Utilizzazione del Suolo in Lombardia, è organizzata da Pracchi con una scansione che insiste sulla funzione di questa carta come descrizione dell’uso agricolo e del relativo paesaggio. La preziosità della Carta della Utilizzazione si può facilmente dimostrare con alcuni esemplificativi confronti fra alcuni suoi fogli e una recente carta stradale del TCI alla quale si può agilmente affiancare la lettura di brani della celebre “Guida rossa” (TCI). Infatti, il vero pregio di questa carta sta nel fatto che, la sua base di partenza essendo una delle più diffuse carte stradali del TCI, v’è un discreto e continuo aggiornamento delle informazioni relative agl’insediamenti e alle infrastrutture.
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