Le vernici storiche utilizzate in liuteria e, in generale, nell’ambito della costruzione di strumenti musicali non differivano sostanzialmente da quelle impiegate nel contesto ben più ampio di altre attività artistiche ed artigianali. La ricerca e l’interpretazione delle fonti testuali storiche di carattere tecnico (ricettari, manuali, trattati sulle tecniche artistiche scritti tra il XV e XVIII secolo) e gli approfondimenti analitici recentemente condotti su manufatti e strumenti musicali antichi confermano che la medesima vernice poteva essere stesa su differenti tipologie di manufatto. La vernice identificata come “Item vernice di mastico, optima per liuti, quoio, dipinture di tavola et di tela, per lavori di legname et cartoni” [Segreti d’arti diverse, Biblioteca Nazionale Marciana, MS. It. III, 10 [=5003], ff. 195r-195v] ne è un esempio; vernici con una composizione analoga a quella citata, contenenti una resina diterpenica (probabilmente colofonia) e una triterpenica (probabilmente mastice) e olio di lino, sono state identificate analizzando campioni prelevati da liuti della metà del XVI secolo. La ricostruzione sperimentale dei procedimenti storici per la realizzazione degli strati preparatori e delle vernici impiegate nella liuteria storica è un complemento necessario e preliminare alle ricerche sui manufatti originali. Permette, infatti, di acquisire informazioni dirette sulle caratteristiche delle materie prime di origine naturale che venivano impiegate e sono ancor’oggi spesso utilizzate (resine, oli siccativi, solventi organici ottenuti per distillazione). L’osservazione del comportamento di tali sostanze nel corso delle fasi di produzione e la preparazione e lo studio di provini che riproducono l’intera stratigrafia consentono di valutare qualitativamente e quantitativamente alcune proprietà chimico-fisiche e meccaniche delle finiture e di realizzare confronti con i dati ottenuti dalle indagini scientifiche; i provini sono caratterizzati non solo dalla presenza delle stesure finali di vernice ma anche dall’applicazione di trattamenti preparatori di variegata complessità: strati di sostanze filmogene con o senza cariche minerali, trattamenti preliminari del legno, colorazioni con pigmenti e coloranti naturali. Le attività descritte si sono svolte negli anni 2018-2019 nell’ambito del piano di formazione del “Distretto Culturale della Liuteria di Cremona” [1], Ente committente e finanziatore del Progetto in collaborazione con il Comune di Cremona. Ai liutai, costruttori e restauratori di strumenti musicali, è stata proposta la riproduzione della ricetta del XVI secolo precedentemente citata, che descrive la preparazione di una vernice a base di olio di lino (olio di linseme), colofonia (pece grecha) e mastice, con l’aggiunta di una noce di allume di roccha arso, pesto. Si tratta probabilmente del testo più antico nel quale si fa esplicito riferimento all’utilizzo di una vernice su uno strumento musicale. Tutte le fasi di studio e preparazione hanno coinvolto i liutai cremonesi (circa sessanta) che hanno potuto seguire nei laboratori le diverse fasi di produzione e comprendere i principali meccanismi chimico fisici che sono alla base della preparazione della vernice. Alcune aliquote di vernice sono state prelevate durante i differenti passaggi di produzione ed analizzati con spettrofotometro portatile FTIR in modalità ATR (Riflessione Totale Attenuata). La vernice è stata infine stesa su provini di acero (Acer pseudoplatanus). La stesura finale è stata poi indagata con FTIR in riflessione. I provini verniciati sono serviti per valutare le proprietà tecniche ed estetiche della vernice e per effettuare una serie di test di caratterizzazione delle proprietà fisiche e meccaniche: durezza, resistenza all’abrasione, adesione al supporto, elasticità/plasticità. I test proposti e provati in laboratorio risultano facilmente realizzabili dai liutai direttamente in bottega e possono essere impiegati per caratterizzare in autonomia ed in modo riproducibile alcune proprietà - anche reologiche - delle vernici preparate.

Le vernici storiche di strumenti musicali: un percorso di ricerca, produzione, diagnostica e formazione

Claudio Canevari;Marco Malagodi;Curzio Merlo;Michela Albano;Claudia Invernizzi;Tommaso Rovetta;Giacomo Fiocco
2020

Abstract

Le vernici storiche utilizzate in liuteria e, in generale, nell’ambito della costruzione di strumenti musicali non differivano sostanzialmente da quelle impiegate nel contesto ben più ampio di altre attività artistiche ed artigianali. La ricerca e l’interpretazione delle fonti testuali storiche di carattere tecnico (ricettari, manuali, trattati sulle tecniche artistiche scritti tra il XV e XVIII secolo) e gli approfondimenti analitici recentemente condotti su manufatti e strumenti musicali antichi confermano che la medesima vernice poteva essere stesa su differenti tipologie di manufatto. La vernice identificata come “Item vernice di mastico, optima per liuti, quoio, dipinture di tavola et di tela, per lavori di legname et cartoni” [Segreti d’arti diverse, Biblioteca Nazionale Marciana, MS. It. III, 10 [=5003], ff. 195r-195v] ne è un esempio; vernici con una composizione analoga a quella citata, contenenti una resina diterpenica (probabilmente colofonia) e una triterpenica (probabilmente mastice) e olio di lino, sono state identificate analizzando campioni prelevati da liuti della metà del XVI secolo. La ricostruzione sperimentale dei procedimenti storici per la realizzazione degli strati preparatori e delle vernici impiegate nella liuteria storica è un complemento necessario e preliminare alle ricerche sui manufatti originali. Permette, infatti, di acquisire informazioni dirette sulle caratteristiche delle materie prime di origine naturale che venivano impiegate e sono ancor’oggi spesso utilizzate (resine, oli siccativi, solventi organici ottenuti per distillazione). L’osservazione del comportamento di tali sostanze nel corso delle fasi di produzione e la preparazione e lo studio di provini che riproducono l’intera stratigrafia consentono di valutare qualitativamente e quantitativamente alcune proprietà chimico-fisiche e meccaniche delle finiture e di realizzare confronti con i dati ottenuti dalle indagini scientifiche; i provini sono caratterizzati non solo dalla presenza delle stesure finali di vernice ma anche dall’applicazione di trattamenti preparatori di variegata complessità: strati di sostanze filmogene con o senza cariche minerali, trattamenti preliminari del legno, colorazioni con pigmenti e coloranti naturali. Le attività descritte si sono svolte negli anni 2018-2019 nell’ambito del piano di formazione del “Distretto Culturale della Liuteria di Cremona” [1], Ente committente e finanziatore del Progetto in collaborazione con il Comune di Cremona. Ai liutai, costruttori e restauratori di strumenti musicali, è stata proposta la riproduzione della ricetta del XVI secolo precedentemente citata, che descrive la preparazione di una vernice a base di olio di lino (olio di linseme), colofonia (pece grecha) e mastice, con l’aggiunta di una noce di allume di roccha arso, pesto. Si tratta probabilmente del testo più antico nel quale si fa esplicito riferimento all’utilizzo di una vernice su uno strumento musicale. Tutte le fasi di studio e preparazione hanno coinvolto i liutai cremonesi (circa sessanta) che hanno potuto seguire nei laboratori le diverse fasi di produzione e comprendere i principali meccanismi chimico fisici che sono alla base della preparazione della vernice. Alcune aliquote di vernice sono state prelevate durante i differenti passaggi di produzione ed analizzati con spettrofotometro portatile FTIR in modalità ATR (Riflessione Totale Attenuata). La vernice è stata infine stesa su provini di acero (Acer pseudoplatanus). La stesura finale è stata poi indagata con FTIR in riflessione. I provini verniciati sono serviti per valutare le proprietà tecniche ed estetiche della vernice e per effettuare una serie di test di caratterizzazione delle proprietà fisiche e meccaniche: durezza, resistenza all’abrasione, adesione al supporto, elasticità/plasticità. I test proposti e provati in laboratorio risultano facilmente realizzabili dai liutai direttamente in bottega e possono essere impiegati per caratterizzare in autonomia ed in modo riproducibile alcune proprietà - anche reologiche - delle vernici preparate.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11571/1397195
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