L’Università di Pavia, all’interno di una convenzione tra il Dipartimento di Studi Umanistici, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli e il Comune di Livorno Ferraris (VC), ha intrapreso dal 2017 un programma di ricerche archeologiche volto a tentare di ricostruire il paesaggio storico del Vercellese occidentale in prospettiva diacronica, dall’età del Ferro al basso Medioevo. In altre sedi abbiamo tracciato il quadro storico-archeologico di partenza, necessaria premessa per affrontare lo studio del territorio in esame, che, avendo come centro l’areale dell’attuale Comune di Livorno F., si è esteso a includere la parte più occidentale di una regione compresa tra il fiume Sesia a E, la Dora Baltea a W, il Po a S e la linea dell’anfiteatro morenico in cui andrà a impiantarsi Eporedia a N: circa 1300 km2, scarsamente documentati e scarsamente investigati dal punto di vista archeologico. L’area è principalmente coltivata a risaia, fatto che, specialmente dall’Unità d’Italia in poi in poi, ha comportato una totale ridefinizione degli spazi e dell’andamento del piano topografico complessivo, e ha cancellato quelli che erano la sistemazione e il disegno precedenti, rimuovendo per ampie parti il deposito archeologico. L’analisi del territorio, di conseguenza, è stata affrontata avvalendosi di diversi approcci metodologici: – Raccolta dei dati archeologici noti; – Studio geomorfologico e paleoidrografico; – Esame della cartografia e dei catasti storici; – Analisi della toponomastica; – Censimento delle chiese e delle cascine; – Esame delle immagini satellitari e delle fotografie aeree; – Attività di ricognizione. Tutti i dati sono stati poi integrati e analizzati con l’ausilio di una piattaforma GIS. In questa sede, si proverà a evidenziare la correlazione tra geomorfologia, paleoidrografia e scelte insediative, focalizzando l’attenzione sulla presenza di edifici rustici e di impianti produttivi nell’area

Di uomini, di terre e di acque: trame di paesaggio nel Vercellese occidentale

Gorrini, Maria Elena
;
Casarotti, Eleonora;Anelli, Dario
2022-01-01

Abstract

L’Università di Pavia, all’interno di una convenzione tra il Dipartimento di Studi Umanistici, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli e il Comune di Livorno Ferraris (VC), ha intrapreso dal 2017 un programma di ricerche archeologiche volto a tentare di ricostruire il paesaggio storico del Vercellese occidentale in prospettiva diacronica, dall’età del Ferro al basso Medioevo. In altre sedi abbiamo tracciato il quadro storico-archeologico di partenza, necessaria premessa per affrontare lo studio del territorio in esame, che, avendo come centro l’areale dell’attuale Comune di Livorno F., si è esteso a includere la parte più occidentale di una regione compresa tra il fiume Sesia a E, la Dora Baltea a W, il Po a S e la linea dell’anfiteatro morenico in cui andrà a impiantarsi Eporedia a N: circa 1300 km2, scarsamente documentati e scarsamente investigati dal punto di vista archeologico. L’area è principalmente coltivata a risaia, fatto che, specialmente dall’Unità d’Italia in poi in poi, ha comportato una totale ridefinizione degli spazi e dell’andamento del piano topografico complessivo, e ha cancellato quelli che erano la sistemazione e il disegno precedenti, rimuovendo per ampie parti il deposito archeologico. L’analisi del territorio, di conseguenza, è stata affrontata avvalendosi di diversi approcci metodologici: – Raccolta dei dati archeologici noti; – Studio geomorfologico e paleoidrografico; – Esame della cartografia e dei catasti storici; – Analisi della toponomastica; – Censimento delle chiese e delle cascine; – Esame delle immagini satellitari e delle fotografie aeree; – Attività di ricognizione. Tutti i dati sono stati poi integrati e analizzati con l’ausilio di una piattaforma GIS. In questa sede, si proverà a evidenziare la correlazione tra geomorfologia, paleoidrografia e scelte insediative, focalizzando l’attenzione sulla presenza di edifici rustici e di impianti produttivi nell’area
2022
Edifici rustici romani tra pianura e Appennino
Stefano Maggi Lorenzo Zamboni Manuela Battaglia
Archaeology covers resources on the study of material remains (such as fossils, relics, artifacts, and monuments) of past human life and activities including methods of detection and analysis.
Sì, ma tipo non specificato
Italiano
su invito
Edifici rustici romani tra Po e Appennino: stato della ricerca
10-11 settembre 2021
Casteggio
Nazionale
STAMPA
Flos Italiae
14
49
64
16
978-88-9285-116-0
All'insegna del Giglio
archeologia del paesaggio, archeologia romana, Vercellese, cartografia storica
no
none
Gorrini, Maria Elena; Giraudi, Carlo; Garanzini, Francesca; Casarotti, Eleonora; Anelli, Dario
273
info:eu-repo/semantics/conferenceObject
5
4 Contributo in Atti di Convegno (Proceeding)::4.1 Contributo in Atti di convegno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1466164
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