L’articolo analizza i contatti tra i botanici spagnoli e quelli italiani nel Settecento e nel primo Ottocento, soffermandosi sul ruolo che gli scambi di specie vegetali e testi scientifici ebbero in tale network. In particolar modo, sono presi in considerazione i rapporti tra il Real Jardín Botánico di Madrid e gli orti botanici delle università di Parma, Pavia e Genova, tenendo conto delle analogie tra gli istituti, ma soprattutto delle profonde differenze tra la realtà spagnola, ancora collegata a un grande impero coloniale, e la realtà italiana. Così facendo, si vogliono analizzare il contributo scientifico degli studiosi che operavano nei quattro istituti, le strategie didattiche adottate con le rispettive influenze, ma anche il valore politico e quasi diplomatico assunto dai botanici nelle relazioni internazionali dell’epoca. Le fonti primarie manoscritte qui esaminate sono i carteggi tra i botanici, oltre ai cataloghi e ai registri delle semine effettuate negli orti presi in considerazione. L’articolo si avvale anche dell’analisi di alcuni testi didattici di botanica dell’epoca, pubblicati in spagnolo e adattati in italiano pochi anni dopo.

Botanic gardens, books, and ideas: Dialogue between Spanish and Italian botanists (18th to early 19th century) | Orti, testi e pensieri: il dialogo tra botanici spagnoli e italiani (XVIII - inizi XIX secolo)

Fagnani Martino Lorenzo
2023-01-01

Abstract

L’articolo analizza i contatti tra i botanici spagnoli e quelli italiani nel Settecento e nel primo Ottocento, soffermandosi sul ruolo che gli scambi di specie vegetali e testi scientifici ebbero in tale network. In particolar modo, sono presi in considerazione i rapporti tra il Real Jardín Botánico di Madrid e gli orti botanici delle università di Parma, Pavia e Genova, tenendo conto delle analogie tra gli istituti, ma soprattutto delle profonde differenze tra la realtà spagnola, ancora collegata a un grande impero coloniale, e la realtà italiana. Così facendo, si vogliono analizzare il contributo scientifico degli studiosi che operavano nei quattro istituti, le strategie didattiche adottate con le rispettive influenze, ma anche il valore politico e quasi diplomatico assunto dai botanici nelle relazioni internazionali dell’epoca. Le fonti primarie manoscritte qui esaminate sono i carteggi tra i botanici, oltre ai cataloghi e ai registri delle semine effettuate negli orti presi in considerazione. L’articolo si avvale anche dell’analisi di alcuni testi didattici di botanica dell’epoca, pubblicati in spagnolo e adattati in italiano pochi anni dopo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1497077
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