Mostra d’Arte: Sacra, poi denominata semplicemente Sacra, fu una collettiva organizzata nel gennaio 1973 dalla galleria Cenobio Visualità di Milano, dove la mostra fu allestita inizialmente con soli cinque artisti per poi transitare nel 1974 alle Fornaci Ibis di Cunardo, al Museo Civico di Crema e presso il Centro Attività Visive a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1975 avrebbe dovuto approdare a Roma, allo Studio d’Arte Cannaviello. Ad ogni tappa il gruppo degli artisti s’infoltiva, fino a raggiungere il fatidico numero di trentatré documentato nel catalogo, mentre venivano accolte anche opere site specific. Il titolo Sacra era l’acronimo dei cognomi di Aldo Spinelli, Adriano Altamira, Claudio Costa, Hermann S. Richter, quattro interpreti di quella ricerca tra pratiche concettuali e antropologiche fiorita in Italia negli anni Settanta. La lettera “a” finale identificava un quinto artista, “Anonimo”, rappresentato da un disegno rinvenuto nei depositi dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. La rassegna incluse i nomi di Vincenzo Agnetti, Joseph Beuys, Irma Blank, Claudio Cintoli, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Fabio Mauri, Luca Patella, Lamberto Pignotti, Armando Marrocco, Ben Vautier, Lucio Fontana con una scultura barocca e Remo Bianco con una scultura calda, ma anche Beppe Ermentini e Carlo Fayer, protagonisti della scena culturale cremasca, e le artiste Irma Blank, Cloti Ricciardi e Mariateresa Corvino. Nel contributo verranno analizzate, oltre alle opere esposte, le diverse ricezioni critiche e di pubblico: se a Crema ci furono una solenne inaugurazione alla presenza del vescovo e del sindaco e un’accoglienza positiva, a Ferrara, inaspettatamente, lo scandalo suscitato dalla Via Crucis polimaterica di Claudio Costa e dalla scultura Madonna col Bambino di Remo Bianco provocò la chiusura della mostra ma anche, a breve distanza, un suo rilancio mediatico e un aumento nell’affluenza di pubblico. Lo studio si avvarrà di un’accurata indagine negli archivi delle istituzioni pubbliche e private coinvolte e di una serie di interviste ai protagonisti ancora vivi e attivi, evidenziando due indirizzi di ricerca tra quelli proposti: la ricezione delle esposizioni attraverso diversi sistemi di fonti e l’importanza del materiale fotografico e video-documentario, a volte realizzato dagli stessi artisti, oltre che delle fonti a stampa (anche locali) e della raccolta di testimonianze orali, come documenti per lo studio della storia delle mostre.
Sacra. Trentatré artisti e una mostra itinerante tra il 1973 e il 1975
Fontana, S.
In corso di stampa
Abstract
Mostra d’Arte: Sacra, poi denominata semplicemente Sacra, fu una collettiva organizzata nel gennaio 1973 dalla galleria Cenobio Visualità di Milano, dove la mostra fu allestita inizialmente con soli cinque artisti per poi transitare nel 1974 alle Fornaci Ibis di Cunardo, al Museo Civico di Crema e presso il Centro Attività Visive a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1975 avrebbe dovuto approdare a Roma, allo Studio d’Arte Cannaviello. Ad ogni tappa il gruppo degli artisti s’infoltiva, fino a raggiungere il fatidico numero di trentatré documentato nel catalogo, mentre venivano accolte anche opere site specific. Il titolo Sacra era l’acronimo dei cognomi di Aldo Spinelli, Adriano Altamira, Claudio Costa, Hermann S. Richter, quattro interpreti di quella ricerca tra pratiche concettuali e antropologiche fiorita in Italia negli anni Settanta. La lettera “a” finale identificava un quinto artista, “Anonimo”, rappresentato da un disegno rinvenuto nei depositi dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. La rassegna incluse i nomi di Vincenzo Agnetti, Joseph Beuys, Irma Blank, Claudio Cintoli, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Fabio Mauri, Luca Patella, Lamberto Pignotti, Armando Marrocco, Ben Vautier, Lucio Fontana con una scultura barocca e Remo Bianco con una scultura calda, ma anche Beppe Ermentini e Carlo Fayer, protagonisti della scena culturale cremasca, e le artiste Irma Blank, Cloti Ricciardi e Mariateresa Corvino. Nel contributo verranno analizzate, oltre alle opere esposte, le diverse ricezioni critiche e di pubblico: se a Crema ci furono una solenne inaugurazione alla presenza del vescovo e del sindaco e un’accoglienza positiva, a Ferrara, inaspettatamente, lo scandalo suscitato dalla Via Crucis polimaterica di Claudio Costa e dalla scultura Madonna col Bambino di Remo Bianco provocò la chiusura della mostra ma anche, a breve distanza, un suo rilancio mediatico e un aumento nell’affluenza di pubblico. Lo studio si avvarrà di un’accurata indagine negli archivi delle istituzioni pubbliche e private coinvolte e di una serie di interviste ai protagonisti ancora vivi e attivi, evidenziando due indirizzi di ricerca tra quelli proposti: la ricezione delle esposizioni attraverso diversi sistemi di fonti e l’importanza del materiale fotografico e video-documentario, a volte realizzato dagli stessi artisti, oltre che delle fonti a stampa (anche locali) e della raccolta di testimonianze orali, come documenti per lo studio della storia delle mostre.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


