Il contributo esamina singoli casi di riutilizzo di sculture lapidee gotiche e tardogotiche a Mantova, cercando di ricostruirne i percorsi e di individuare le figure chiave coinvolte in questa dispersione. Il quadro che ne emerge pone l’attenzione su un gruppo di mercanti, attivi tra la fine del XVIII secolo e per tutto il XIX, che approfittarono della disponibilità di sculture – resa possibile dalla soppressione degli ordini religiosi – per arricchire le loro residenze. Nel ricostruire questi casi di reimpiego, l’autrice si concentra anche sulle sculture stesse, proponendo nuove cronologie e attribuzioni.

Dal contesto al frammento. Appunti sulla dispersione della scultura gotica mantovana

Gorio Gigliola
2026-01-01

Abstract

Il contributo esamina singoli casi di riutilizzo di sculture lapidee gotiche e tardogotiche a Mantova, cercando di ricostruirne i percorsi e di individuare le figure chiave coinvolte in questa dispersione. Il quadro che ne emerge pone l’attenzione su un gruppo di mercanti, attivi tra la fine del XVIII secolo e per tutto il XIX, che approfittarono della disponibilità di sculture – resa possibile dalla soppressione degli ordini religiosi – per arricchire le loro residenze. Nel ricostruire questi casi di reimpiego, l’autrice si concentra anche sulle sculture stesse, proponendo nuove cronologie e attribuzioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1555217
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