L’esposizione urbana risulta dall’interazione di fattori ambientali, socioeconomici e infrastrutturali, che generano vulnerabilità cumulative. Tale esposizione non è uniforme, ma varia in relazione a condizioni spaziali e sociali: le comunità più fragili, spesso collocate in aree ad alta pericolosità, dispongono di risorse limitate per adattamento e risposta. Il rischio, dunque, non può essere ridotto a variabile tecnica, ma riflette complesse dinamiche di governance e accesso alle risorse. La sua gestione va intesa come bene pubblico, con benefici collettivi non delegabili a soggetti specialistici. Ne conseguono la necessità di trasparenza, accesso ai dati e partecipazione effettiva da parte delle comunità locali nei processi decisionali. Un punto critico resta l’attuazione concreta delle strategie (“ultimo miglio”), ostacolata da vincoli normativi, limiti finanziari e frammentazione istituzionale. Ciò richiede un approccio integrato, capace di superare la separazione tra pianificazione ordinaria e gestione emergenziale. Il presente contributo si concentra su due ambiti: (1) la natura cumulativa dei fattori di rischio, e (2) le strutture di governance per azioni preventive e operative. Sulla base dell’esperienza del Piano di Emergenza della Provincia di Pavia, viene proposta una riflessione sul contributo della partecipazione nella definizione della popolazione esposta e delle azioni di primo intervento.

La Natura Pubblica della Riduzione dell’Esposizione Urbana: Effetti Cumulativi e Tattiche di Inclusione.

Caterina Pietra
;
Roberto De Lotto;Matilde Sessi;Elisabetta Venco
2026-01-01

Abstract

L’esposizione urbana risulta dall’interazione di fattori ambientali, socioeconomici e infrastrutturali, che generano vulnerabilità cumulative. Tale esposizione non è uniforme, ma varia in relazione a condizioni spaziali e sociali: le comunità più fragili, spesso collocate in aree ad alta pericolosità, dispongono di risorse limitate per adattamento e risposta. Il rischio, dunque, non può essere ridotto a variabile tecnica, ma riflette complesse dinamiche di governance e accesso alle risorse. La sua gestione va intesa come bene pubblico, con benefici collettivi non delegabili a soggetti specialistici. Ne conseguono la necessità di trasparenza, accesso ai dati e partecipazione effettiva da parte delle comunità locali nei processi decisionali. Un punto critico resta l’attuazione concreta delle strategie (“ultimo miglio”), ostacolata da vincoli normativi, limiti finanziari e frammentazione istituzionale. Ciò richiede un approccio integrato, capace di superare la separazione tra pianificazione ordinaria e gestione emergenziale. Il presente contributo si concentra su due ambiti: (1) la natura cumulativa dei fattori di rischio, e (2) le strutture di governance per azioni preventive e operative. Sulla base dell’esperienza del Piano di Emergenza della Provincia di Pavia, viene proposta una riflessione sul contributo della partecipazione nella definizione della popolazione esposta e delle azioni di primo intervento.
2026
9788899237899
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11571/1555916
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