Il saggio affronta il problema della lingua del Libro dell’arte di Cennino Cennini, verificato sul manoscritto più antico, il Laurenziano P 78.23, apografo (ma il cui valore testimoniale può avvicinarsi a quello di un autografo), esemplato non molti anni dopo la stesura del Libro, a Firenze, per cercare di operare una possibile ricostruzione della scrittura del Cennini: punto di partenza la situazione polimorfica della lingua di L, dove vengono a sovrapporsi a chiasmo Firenze e Toscana, Veneto e Padova. Le vicende biografiche di Cennini da Firenze a Padova e ritorno in Toscana, hanno suggerito un’indagine stratigrafica del manoscritto, per una valutazione accorta della presenza e dell’interferenza dei due sistemi linguistici in campo, il veneto da un lato nella sua variante padovana, e il toscano, cioè il fiorentino dall’altro, con la polimorfia che lo caratterizza tra fine Trecento e inizi Quattrocento. All’indagine grafica, fonetica e morfologica è affiancato un censimento dei tecnicismi, per i quali il Libro, testo eminentemente pratico-didattico, rappresenta la prima attestazione.

"Il libro dell'arte" di Cennino Cennini tra Toscana e Veneto

ISELLA, SILVIA CLELIA
2004

Abstract

Il saggio affronta il problema della lingua del Libro dell’arte di Cennino Cennini, verificato sul manoscritto più antico, il Laurenziano P 78.23, apografo (ma il cui valore testimoniale può avvicinarsi a quello di un autografo), esemplato non molti anni dopo la stesura del Libro, a Firenze, per cercare di operare una possibile ricostruzione della scrittura del Cennini: punto di partenza la situazione polimorfica della lingua di L, dove vengono a sovrapporsi a chiasmo Firenze e Toscana, Veneto e Padova. Le vicende biografiche di Cennini da Firenze a Padova e ritorno in Toscana, hanno suggerito un’indagine stratigrafica del manoscritto, per una valutazione accorta della presenza e dell’interferenza dei due sistemi linguistici in campo, il veneto da un lato nella sua variante padovana, e il toscano, cioè il fiorentino dall’altro, con la polimorfia che lo caratterizza tra fine Trecento e inizi Quattrocento. All’indagine grafica, fonetica e morfologica è affiancato un censimento dei tecnicismi, per i quali il Libro, testo eminentemente pratico-didattico, rappresenta la prima attestazione.
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